Sessualità, definizione e riflessioni




Sessualità

Il sesso nella storia

Sessualità, definizione comportamenti Per i religiosi il sesso dovrebbe essere utilizzato soltanto per continuare la specie.
Per i moralisti i rapporti sessuali dovrebbero essere solo tra persone sposate.
Nella società moderna il rapporto sessuale è considerato prima di tutto un'indiscutibile piacere.
Proprio a causa di questo piacere, però, il sesso, nel corso della storia umana, ha creato non pochi problemi!
E ancor oggi ne crea e di tutti i generi.

Probabilmente è proprio questo il motivo per cui il rapporto sessuale è stato utilizzato per spiegare l'allegoria del frutto proibito mangiato da Adamo ed Eva nel Giardino Terrestre.

Il sesso ha condizionato il costume di tutte le società umane. Talora represso in modo esasperato e talora consentito ed esercitato in modo libero e spregiudicato. Con flussi e riflussi anche nell'ambito delle stesse società, a seconda delle epoche.

Cos'è il sesso?

Il sesso è legato a molte stimolazioni psicologiche e nervose, consce e inconsce e presenta (come tanti altri tratti umani) notevoli differenze di manifestazioni anche a livello individuale.

Ma, aldilà di tutte queste ovvie considerazioni, che tutti conosciamo benissimo, proviamo a mettere a fuoco in modo razionale cosa sia il sesso e la sessualità.

Verrebbe immediatamente da dire che il sesso è l'organo preposto alla riproduzione della specie. Lo è per tutte le specie viventi, animali e vegetali, anche se con un'infinità di strutture e modalità diverse.

Noi non sappiamo se in tutti gli esseri viventi l'esercizio sessuale produca "anche" un appagamento, un premio. A parte gli esseri umani, in alcune specie si nota nel comportamento qualcosa di molto simile al nostro piacere e all'orgasmo, ma non ne possiamo essere sempre sicuri ovviamente.

Il piacere sessuale è però altamente probabile in molte specie, così come lo è il nutrimento. Perché il nostro fisico e la nostra mente considerano altamente positive queste attività.

A cosa serve il sesso?

Ciò premesso, la domanda fondamentale legata al sesso è alla fine questa: il sesso deve essere inteso solamente come strumento di riproduzione, come sostengono molte religioni?

Ripercorriamo l'evoluzione. Lo scopo più importante del sesso è sicuramente quello di generare prole e garantire il proseguimento della specie. Questo impegno generale ha pure un alto costo. Il maschio deve in molti casi dimostrare alla femmina corteggiata la sua superiorità rispetto ai rivali. Prestanza fisica, velocità, bellezza, furbizia, ecc. ecc. sono tutti elementi qualitativi che possono garantire la selezione naturale dei soggetti migliori per creare figli.

La procreazione

Ma anche le femmine più attraenti sono quelle che danno maggiori garanzie di saper procreare una prole sana e robusta.

Negli esseri umani l'ampio bacino e il seno prosperoso nelle donne sono elementi di privilegio nella scelta da parte degli uomini. In tutto questo c'è la consapevolezza della criticità della procreazione.

Il maschio può non essere idoneo a fecondare (facendo perdere il momento di fecondità alla femmina), oppure può non dare garanzie di sapere proteggere la femmina e la prole, o di non sapere procacciare cibo, o costruire un nido robusto, o difendere i piccoli dai nemici, ecc. ecc.

Così come la femmina può non essere una buona madre, può morire durante il parto, non avere latte sufficiente, non produrre figli sani, ecc. ecc.

Il corteggiamento è dunque una fase molto delicata e importante perché atta a fare le scelte migliori per la fecondazione e allevamento della prole...dunque per la continuità della specie. Il comandamento sembra essere: i migliori procreino!

Non saremmo qui neppure noi a scrivere e a leggere se tutte le nostre generazioni precedenti non avessero esercitato (o subìto) questi criteri selettivi e non avessero combattuto per la nostra nascita e sviluppo.

Siamo tutti figli di uomini e donne che sono stati i più belli, ambiziosi, prepotenti, sani, scaltri, svelti, furbi della storia.

Solo procreazione?

Chiarita l'importanza fondamentale di questo punto (l'obiettivo primario dell'atto sessuale rivolto alla procreazione e la selezione dei membri migliori), si pone di nuovo la domanda: ma l'uso del sesso è solo questo?

Restiamo al genere umano. Mi viene subito da pensare che se l'uso del sesso fosse solo questo non si spiegherebbe perché uomini e donne debbano essere sessualmente eccitabili in qualsiasi giorno e anno della loro vita adulta, per esempio anche quando la donna non sia nei suoi giorni fecondi o sia già in gravidanza. Cosa che non succede negli animali, le cui femmine sono refrattarie alle attenzioni del maschio quando non sono in calore o addette all'allevamento e svezzamento dei cuccioli.

Ma ancora di più mi fa riflettere il fatto che nella donna, anche dopo gli anni del periodo procreativo e sopraggiunta la menopausa, sia ancora presente il desiderio ed il piacere sessuale, così come mi fa pensare il fatto che anche nel maschio non si verifichi una scomparsa del desiderio sessuale, rimanendo abile alla fecondazione e interessato al rapporto (anche se magari in misura sempre più diradata) fino a tarda età.

Magari al desiderio può non corrispondere una idonea capacità sessuale, ma il desiderio rimane e, magari con l'aiuto dei farmaci, l'uomo può benissimo realizzare i suoi desideri in modo appagante come un giovane ventenne.

Il desiderio sessuale è dunque, in conclusione, indipendente dalle necessità procreative, non credo ci possano essere dubbi a proposito, lasciando perdere i condizionamenti religiosi, che non prendo in considerazione perché giustificabili solo attraverso la volontà di obbedire a comandi le cui ispirazioni divine sarebbero tutte da dimostrare.

Per i cattolici conta solamente l'elemento quantitativo e mai quello qualitativo della vita. Meglio dieci figli che muoiono di fame, di uno o due con forti speranze di vita. E' una scelta.

La libertà sessuale

Chiarito questo, avanza una seconda domanda imbarazzante: ma se siamo idonei ad esercitare l'attività sessuale prescindendo dal nobile scopo della procreazione, dobbiamo considerare valido anche il concetto di estrema libertà sessuale?

Qui s'innesta il principio morale della questione. E immediatamente emerge anche la particolare concezione dei sentimenti umani, che vanno ben oltre al semplice istintivo desiderio sessuale. La sessualità si nobilita e partecipa ad un sentimento di livello superiore.

Perché il moralista restringe alla coppia ufficiale (sposati o no che siano) il diritto al sesso?

La spiegazione mi sembra ovvia e accettabile. In molte epoche e popolazioni il rapporto sessuale non è stato condizionato all'amore sentimentale. La maggioranza delle coppie non si sceglieva neppure, ma veniva composta e imposta dai genitori. A volte i giovani si sposavano senza essersi neppure visti prima.

Ma nella società moderna ha preso sempre più piede l'aspetto sentimentale della coppia. Dal romanticismo ha preso vigore l'innamoramento e l'amore. Un sentimento esplosivo, che ha solo lontanamente a che fare con l'affetto, ma che è decisamente difficile da definire.

L'amore è un sentimento potentissimo, che trae origine dalla libertà di scelta e dalla reciprocità di scelta. Un nuovo aspetto selettivo. Il singolo individuo va alla ricerca del partner che risponda meglio al suo ideale.

Se lo trova se ne innamora e vuole vivere in coppia con lui e costruirci una famiglia.

In questo nuovo scenario è chiaro che la coppia fa un grosso coinvolgimento e investimento sul partner. Si aspetta molto da lui, in termini di contributo al benessere della famiglia ed all'intensità di rapporto. Si aspetta soprattutto fedeltà, perché il legame nato da una libera scelta è molto forte ed al tempo stesso fragilissimo e non ammette distrazioni o tradimenti.

Questa è la morale dell'amore. Chi ha la fortuna di vivere un grande amore sente che la vita di coppia è l'unica completamente appagante per l'essere umano. Senza un partner l'uomo è mezza mela. I sessi sono inequivocabilmente complementari tra loro.

Per questo motivo la sicurezza della fedeltà è fondamentale e sempre per questo semplice motivo non si può ammettere alcuna distrazione o debolezza sessuale, pena la fine dell'amore e dell'unione. Le manifestazioni sessuali sono avvolte da tenerezza e passione, con un'intensità non ottenibile nel rapporto occasionale.

L'esercizio del rapporto occasionale, anche quando si vive fuori dallo stato di coppia, è sempre insoddisfacente, proprio perché non accompagnato dall'attrazione estrema data proprio dall'amore.

Chi si abituasse al rapporto occasionale rischierebbe semplicemente di perdere di vista la nobiltà del rapporto di coppia e di non cercarlo più, conducendo una vita decisamente più squallida e limitata.

Autore: Enrico Riccardo Spelta
2008






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