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Nel 2011 sono stati esattamente 58 anni di fumo, senza interruzioni. Ho calcolato di avere
fumato almeno 600.000 sigarette nella mia vita.
I miti americani a cui s'ispiravano i ragazzi d'allora, se non avevano
la sigaretta a penzoloni sulle labbra, avevano il bicchiere in mano (o
tutte due le cose insieme) ed oggi non è cambiato molto lo spettacolo, salvo che alla sigaretta ed al bicchiere si sono aggiunte le ben
peggiori droghe.
Ci sono film in cui c'è una sigaretta o un bicchiere di alcoolici in
quasi ogni scena!
I primi anni la mia media era di 10/15 sigarette al giorno. Poi il
classico pacchetto per molti anni, per poi passare alle 30/35 finali. Oggi sono sceso sotto il pacchetto.
Nella mia vita di fumatore (parlo di mezzo secolo) ho avuto un solo
ricovero ospedaliero di 5 giorni, per l'asportazione di un piccolo neo
(risultato benigno) e molto probabilmente dovuto ad una eccessiva esposizione
ai raggi solari (sui quali ahimè non sta scritto che provocano il
cancro).
Non prendo farmaci di alcun genere (mi spiace molto per le compagnie
farmaceutiche). Non soffro di disturbi di alcuna natura. Ho in media
meno di una emicrania all'anno.
Ho una memoria selettiva: ricordo cose che mi interessano e che magari
risalgono a 20/30 anni prima e dimentico un nome appena sentito o un
film di scarso valore. In compenso ho una eccezionale memoria
grafica e per la musica.
Dal 1959 ad oggi la mia attività lavorativa è stata sempre molto
intensa, con periodi di lavoro anche serale o festivo. In questi 40 anni
gli unici motivi d'assenza dal lavoro per malattia sono derivati da
classiche influenze invernali, con una media non superiore ai 2/3
giorni/anno e non certo tutti gli anni. Non do un colpo di tosse,
neppure al mattino appena sveglio (salvo quando mi becco la suddetta
influenza).
Sono molto attento all'alimentazione, nel senso che non mi faccio
mancare nulla, ma applico il buon metodo della misura. Cerco anche di
variare molto, avendo la fortuna di apprezzare carni, pesce e vegetali
allo stesso modo purché ne sia rispettata qualità e gusto. E non
consumo super alcolici. Tantomeno droghe di alcun genere.
Questo il quadro generale della mia salute fisica. Aggiungo solamente
che ho un peso-forma quasi perfetto e dimostro a detta di tutti dieci anni di
meno della mia età, pur non svolgendo alcuna attività fisica.
Detto questo, quando sul mio pacchetto di sigarette leggo la scritta:
"il fumo provoca il cancro" mi sento offeso, umiliato, preso in giro e
perseguitato. Sarei già soddisfatto se la scritta, più cautamente,
dichiarasse "il fumo può aumentare i rischi di cancro", che è già molto
diverso che sentenziare in modo così perentorio il diretto e
ineluttabile rapporto causa-effetto. Fermo restando che non sono affatto
convinto neppure di quel "può". Se non sappiamo bene cos'è il cancro, come si
fa ad imputarne con tale sicurezza le cause? Dalle statistiche? Hummm. Conosciamo bene i metodi con cui si fanno le statistiche.
E se il fumo provoca inevitabilmente il cancro, perché io che fumo da
mezzo secolo non sono già morto da un pezzo, magari almeno una decina di
volte? Qual è il tempo medio di
vita di un fumatore incallito? Tutte quelle micidiali sostanze tossiche
elencate nei vari rapporti scientifici perché non hanno ancora agito nel
mio fisico? Leggo che la nicotina di quaranta sigarette assorbita in un
giorno uccide un uomo. Ma com'è possibile credere a queste cose? E
la nicotina di 600.000 sigarette allora?
E' a questo punto che la scienza sguscia via, si defila, mettendo avanti
dei distinguo, delle condizioni ambientali, dei casi diversi da
individuo a individuo, altri fattori che potrebbero agire pro o contro,
fatti e fenomeni non ancora noti e via di seguito.
Negli ultimi anni ho assistito al crescente movimento di
sensibilizzazione (ma meglio sarebbe dire "persecuzione"), come sempre
prima negli USA e poi da noi, sui danni prodotti dal fumo e anche sui
danni provocati ai cosiddetti fumatori passivi. Ed è chiaro che l'aver
tirato in ballo i non fumatori è stata una mossa strategica vincente per
creare il conflitto, ghettizzare il mostro, fargli sentire il complesso
di colpa e costringerlo a salvarsi tentando "ogni mezzo" per liberarsi
dal peso e dal rimorso.
Ogni mezzo significa "ogni mezzo distribuito a pagamento", dai cerotti
alle gomme, agopunture, orecchini, sedute in centri antismoking
specializzati, ecc. ecc., fino alla miracolosa pastiglia annunciata di
recente. Finalmente la pastiglia! C'è una pastiglia per qualsiasi
problema...basta chiedere al tuo medico.
Sono un fumatore consapevole che il fumo non giovi certo alla salute e
non voglio assolutamente fare un
elogio al tabacco né istigare alcuno a imboccare questa strada.
Trovo semplicemente assurdo colpevolizzare i fumatori come se tutti i mali del mondo
dipendessero dalle loro sigarette. Ho cercato pubblicazioni in rete che
non facessero solamente il verso a quanto diffuso dalla propaganda made
in USA, che è pur sempre un paese tanto "sensibile" alla salute pubblica d'avere ancora in auge la pena di morte!
Non ho trovato molto a difesa dei fumatori, ma c'era d'aspettarselo. Il
sito migliore mi sembra sicuramente quello internazionale di Forces.
Molti siti anti-fumo, invece, ripetono monotonamente le stesse cifre e
frasi propagate dalla famosa ricerca EPA, senza aprire alcun dibattito o
cercare altre informazioni. Da parte mia quando sento certezze anziché
dubbi, francamente mi insospettisco sempre. Nella mia vita ho ascoltato
troppe certezze scientifiche, regolarmente smentite dopo mesi o anni,
per accettare gratuitamente qualsiasi informazione.
Il mio parere personale, quindi, è che sia più saggio tenere le debite
distanze da queste ondate di allarmismo mirato. Non mi è facile
accettare che non esistano problemi ben più gravi al mondo che non
foglie di tabacco bruciato. Penso, ad esempio, a quanto ci possa essere
di vero nei danni provocabili dalla creazione di 60.000 sostanze
chimiche artificiali prodotte dall'uomo (meglio dire da mostri
dell'industria) dal dopoguerra ad oggi, o provocati da centrali
nucleari, o dal consumo dei carburanti di tutto il mondo e via di
seguito.
E mi lascia un po' sgomento che il maggiore paese produttore di inquinamento e di consumi energetici sia proprio lo stesso che vuole spegnere
solamente le sigarette! (Senza per'altro riuscirci minimamente)
Ora tocca ai fumatori, domani potrebbe essere il turno dei bevitori, poi
degli obesi, poi dei depressi, dei gracili, degli scapoli e via dicendo,
in parallelo alle campagne pro o contro determinate categorie di
prodotti alimentari, prima messi al bando e poi esaltati a seconda dei
momenti e delle convenienze o più semplicemente delle mode. Molto meno assidua e tenace la lotta contro alcol e droghe. Già quelle sostanze
che non rischiano di danneggiare solo te stesso, ma di fare stragi in giro per le strade.
Le grandi compagnie multinazionali hanno un tale peso economico da
essere "teoricamente" in grado di creare qualsiasi tipo di nuovo
fabbisogno, condizionando lo stesso potere politico che gli è sempre
debitore ad assecondarle e sostenerle.
Per questo non è facile capire fino a che punto l'Organizzazione
Mondiale della Sanità promuova essa stessa campagne di informazione in
perfetta buona fede e rigore scientifico oppure sia in qualche misura
anch'essa condizionata da forti pressioni politico-economiche di alcune compagnie farmaceutiche, per esempio.
Non ho alcun elemento per affermarlo, così come, però, l'esperienza
della mia vita mi ha insegnato che sotto qualsiasi azione altruistica e
benefica si può sempre nascondere un inconfessabile secondo fine.
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