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Il termine greco "euthanasia" significa letteralmente "buona morte"
(eu, buona, e thanatos, morte) e sta ad indicare un'azione o un'omissione, che procura la morte allo
scopo di eliminare ogni dolore al malato.
Da una analisi storica, possiamo individuare già nell’Antico Testamento
una delle più antiche notizie di “suicidio assistito” nell’episodio di
Saul che chiede ad un soldato di essere ucciso per alleviare le sue
sofferenze: il milite esaudisce la richiesta, ma sarà poi condannato dal
re Davide per omicidio ed a nulla varrà il dichiarare di aver eseguito
un ordine “umanitario”.
Anche il primo corpo giuridico positivo della storia, il
Codice di Hammurabi, riporta previsioni normative che considerano
l'assistenza al suicidio. Nell’antica Grecia, il suicidio era
considerato con rispetto (si pensi al gesto di Socrate), ma lo sviluppo
della professione medica e il consolidamento di norme etiche e deontologiche
portarono già Ippocrate, nel 420 a.C. circa, a prevedere nel suo
giuramento l’impegno a non somministrare, neppure se richiesto, un
farmaco mortale, né suggerire di assumerlo.
Tra il ‘400 e il ‘500, Tommaso Moro, uomo di legge, scrittore e uomo
politico inglese, santo della Chiesa cattolica, nel suo Utopia
scrive: «Nella migliore forma di repubblica i malati incurabili sono
assistiti nel miglior modo possibile. Ma se il male non è solo
inguaribile, ma dà al paziente continue sofferenze, allora sacerdoti e
magistrati, visto che il malato è inetto a qualsiasi compito, è molesto
agli altri, è gravoso a sé stesso, 'sopravvive' insomma alla propria
morte, lo esortano a morire liberandosi lui stesso da quella vita amara,
ovvero consenta di sua volontà a farsene strappare dagli altri…sarebbe
un atto religioso e santo».
Il problema morale dell'eutanasia venne posto anche da F.
Bacone, nel suo testo sul Progresso della
conoscenza (1605), dove invita i medici a non abbandonare i malati inguaribili e ad
aiutarli a soffrire il meno possibile. Non vi era però, nell'idea di
Bacone, il concetto esplicito di dare la morte: lo scopo del medico
doveva essere solo quello di far sì che la morte (comunque naturale)
fosse non dolorosa.
La questione di una possibile legittimazione dell'eutanasia cominciò a
farsi strada quando il progresso scientifico e tecnico giunse a fornire
alla medicina strumenti in grado di contrastare, ritardare, o anticipare
in modo dolce la morte.
L’intervento diretto e attivo del personale medico per
procurare la morte ha iniziato a delinearsi solo verso la fine del XIX
secolo quando è emersa l’idea dell’uccisione per pietà (o "omicidio del
consenziente") come pratica accettabile e, anzi, da ricercare e
promuovere.
EUTANASIA:
classificazione dei vari casi
1) Eutanasia attiva: quando una persona provoca direttamente e
consapevolmente la morte di un'altra persona su sua richiesta e
con intento dichiaratamente caritatevole.
2) Eutanasia passiva: quando vengono solamente sospese le cure
alimentari e mediche che consentono la sopravvivenza della persona.
3) Suicidio medicalmente assistito: quando, su richiesta
dell'interessato, gli vengono forniti i mezzi per togliersi la vita in modo poco doloroso
(per esempio con farmaci come il Penthotal).
4) Testamento biologico: consiste nel dichiarare, o consegnare ad
una persona fidata, la propria volontà di ricevere o meno terapie
rianimatorie, di ventilazione, di alimentazione o di idratazione nel
momento in cui non si abbia più la capacità di esprimerlo da soli.
EUTANASIA e TESTAMENTO BIOLOGICO: dove è legale?
1. Per quanto riguarda l'eutanasia attiva volontaria, questa e' ammessa
solamente in Belgio ed in Olanda, mentre e' depenalizzata
in Svezia.
2. Il suicidio medicalmente assistito è legale in Oregon (Usa),
mentre è depenalizzato in Svizzera (l'unico Paese dove è ammesso
anche per cittadini stranieri e non residenti).
3. Per quanto riguarda il testamento biologico, esso ha valore legale e
vincolante in moltissimi Paesi e con esso può essere richiesta anche
l'eutanasia passiva, ovvero la sospensione delle terapie di
sostentamento vitale (incluso respirazione e nutrizione artificiali).
Tra questi: Usa, Francia, Inghilterra, Danimarca,
Canada, Australia, Olanda, Belgio,
Singapore, ecc.
Legislazione in Olanda, paese che, nel 2000, per primo al mondo ha legalizzato l'eutanasia,
questa è praticabile a condizione che sia richiesta ripetutamente e
personalmente dal paziente al proprio medico. La richiesta include la
compilazione di un questionario di 50 domande. Inoltre, si deve trattare
di una patologia per la quale non vi sia una cura praticabile, è
necessario il parere conforme di un secondo medico e la procedura deve
essere comunicata alle competenti autorità. A partire dal 2004,
l’eutanasia ha trovato applicazione anche per bambini di età inferiore
ai 12 anni per i quali, però, è necessaria l’autorizzazione dei
genitori.
Legislazione in Austria
In Austria, viceversa, nel 1977 è stata abrogata una legge permissiva
sull'eutanasia.
Nella Confederazione Elvetica è previsto e tollerato il suicidio
assistito, attuato in strutture private all’esterno delle istituzioni
medico-ospedaliere: in alcuni casi, comunque, risulta alquanto labile la
linea di confine tra simili pratiche e l’eutanasia passiva.
Legislazione in Portogallo
In Portogallo, sono condannate espressamente le tecniche di eutanasia
attiva e passiva, ma il Consiglio Etico ha, in alcuni casi considerati
“disperati”, ammesso l’arresto dei trattamenti terapeutici.
Legislazione in Belgio
In Belgio, dal settembre del 2002, è in vigore una legge che disciplina
l’eutanasia a condizione che la domanda dell’interessato sia conseguente
ad uno stato di “costante ed insopportabile sofferenza fisica e
psichica”.
Legislazione nei paesi Scandinavi
Nei paesi scandinavi, il panorama è abbastanza omogeneo: in Svezia,
l’eutanasia attiva è vietata mentre il suicidio assistito è tollerato;
in Finlandia, risulta legalizzata l’eutanasia passiva; in Norvegia, per
procedere all’eutanasia passiva è necessaria la richiesta
dell’interessato o di un suo prossimo congiunto, in caso di incoscienza.
Legislazione in Germania
In Germania, il suicidio assistito è tollerato e praticato, purché il
malato sia capace di intendere e di volere e ne faccia esplicita
richiesta; l’eutanasia attiva, invece, è proibita.
Legislazione in Francia
In Francia, la recente legge dell’aprile 2005 relativa ai diritti dei
malati terminali riconosce loro la possibilità di richiedere una “degna
morte”: viene confermato il primato delle cure palliative e, regolando
l’eutanasia passiva, si ribadisce il divieto di quella attiva.
Legislazione in Inghilterra
Nel Regno Unito, l’eutanasia è assimilata all’omicidio e passibile di
pene fino a 14 anni di carcere; alcune pronunce difformi, comunque, sono
state adottate da corti locali.
Legislazione in Grecia
In Grecia, l’eutanasia è legalizzata e la si può applicare senza
eccessive limitazioni tanto soggettive quanto oggettive.
Legislazione in Ungheria
In Ungheria è ammessa la sola eutanasia passiva su richiesta
dell’interessato.
Legislazione negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti d’America, la Corte Suprema ritiene legittima
l’eutanasia passiva e il governo federale ha autorizzato i singoli stati
a regolamentare nello specifico la delicata materia; soltanto l'Oregon
ha adottato un proprio atto per il suicidio assistito escludendo
tuttavia l’eutanasia.
La legalizzazione del suicidio assistito nei Paesi Bassi e nello
Stato dell'Oregon ha evidenziato che in entrambi i paesi non si è assistito a
un numero sproporzionato di morti fra nove dei dieci "gruppi
vulnerabili" presi in esame: anziani, poveri, donne, minoranze, privi di
assistenza sanitaria, minori, malati cronici, persone di basso livello
culturale e pazienti psichiatrici. Solamente fra i pazienti affetti da
AIDS si è riscontrato, per un certo arco di tempo, un tasso elevato di
soggetti che sono ricorsi al suicidio assistito.
Legislazione in Canada
In Canada, l’eutanasia è vietata ma, in alcune province, vi è una sorta
di tolleranza verso le forme passive.
Legislazione in Colombia
In Colombia, l'eutanasia non è disciplinata per legge, ma è consentita
grazie ad un pronunciamento della Corte Costituzionale.
Legislazione in Cina
In Cina, dal 1998, gli ospedali sono autorizzati dalla legge a praticare
l’eutanasia ai malati terminali.
Legislazione attuale in Italia
Una legislazione
italiana sull'eutanasia non esiste, come legge vera e propria, come in
Olanda o in Belgio.
Esiste, invece, la
legge 578 del 1993 sull'accertamento della morte cerebrale, che regola
le procedure da seguire nei casi in cui un paziente si trovi in
rianimazione in condizioni critiche.
Quando si verifica la presenza
contemporanea di: stato di incoscienza, assenza di riflessi del tronco,
silenzio elettrico cerebrale, allora l'anestesista rianimatore di
guardia o il responsabile del reparto devono chiedere la costituzione di
un collegio medico costituito da tre specialisti, un rianimatore, un
medico legale e un neurofisiologo.
Il collegio di specialisti procede all'osservazione del paziente secondo
un protocollo stabilito dalla legge. I tempi di osservazione dipendono
dall'età: 24 ore entro il primo anno di età, 12 ore da uno a cinque
anni, e 6 ore oltre i cinque anni. Dopodiché il collegio medico,
in piena autonomia, in assenza di cambiamenti nella prognosi, accerta la
morte cerebrale. Da quel momento si procede o al prelievo degli organi,
se ci sono le condizioni e l'autorizzazione dei parenti, o si sospendono
le cure, si "stacca la spina" e si dichiara la morte del paziente.
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