Eutanasia e testamento biologico pag. 1




Eutanasia, storia, dossier e riflessioni

Indice degli argomenti trattati:

Eutanasia e testamento biologico Pag. 1: Cenni storici - Classificazione dei vari casi - Dove è legale - Legislazione in: Olanda, Austria, Svizzera, Portogallo, Belgio, Paesi Scandinavi, Germania, Francia, Inghilterra, Grecia, Ungheria, Stati Uniti, Canada, Colombia, Cina - Legislazione in Italia

Pag. 2: Norme italiane per l'accertamento e la certificazione di morte - Il testamento biologico non ha valore giuridico - La Costituzione italiana ammette il testamento biologico e l'interruzione di gravidanza

Pag. 3: Eutanasia: Alcune dichiarazioni a sfavore - Alcune dichiarazioni a favore

Pag. 4: Dichiarazioni sull'eutanasia da parte di ecclesiasti - Evangelium vitae - Ioannes Paulus PP. II - La nota del Centro di Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica

Pag. 5: La morte di Giovanni Paolo II - Dalla conferenza episcopale statunitense circa L’ALIMENTAZIONE E L’IDRATAZIONE ARTIFICIALI
Il termine greco "euthanasia" significa letteralmente "buona morte" (eu, buona, e thanatos, morte) e sta ad indicare un'azione o un'omissione, che procura la morte allo scopo di eliminare ogni dolore al malato.

Da una analisi storica, possiamo individuare già nell’Antico Testamento una delle più antiche notizie di "suicidio assistito” nell’episodio di Saul che chiede ad un soldato di essere ucciso per alleviare le sue sofferenze: il milite esaudisce la richiesta, ma sarà poi condannato dal re Davide per omicidio ed a nulla varrà il dichiarare di aver eseguito un ordine "umanitario”.

Anche il primo corpo giuridico positivo della storia, il Codice di Hammurabi, riporta previsioni normative che considerano l'assistenza al suicidio. Nell’antica Grecia, il suicidio era considerato con rispetto (si pensi al gesto di Socrate), ma lo sviluppo della professione medica e il consolidamento di norme etiche e deontologiche portarono già Ippocrate, nel 420 a.C. circa, a prevedere nel suo giuramento l’impegno a non somministrare, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerire di assumerlo.

Tra il '400 e il '500, Tommaso Moro, uomo di legge, scrittore e uomo politico inglese, santo della Chiesa cattolica, nel suo Utopia scrive: «Nella migliore forma di repubblica i malati incurabili sono assistiti nel miglior modo possibile. Ma se il male non è solo inguaribile, ma dà al paziente continue sofferenze, allora sacerdoti e magistrati, visto che il malato è inetto a qualsiasi compito, è molesto agli altri, è gravoso a sé stesso, 'sopravvive' insomma alla propria morte, lo esortano a morire liberandosi lui stesso da quella vita amara, ovvero consenta di sua volontà a farsene strappare dagli altri…sarebbe un atto religioso e santo».

Il problema morale dell'eutanasia venne posto anche da F. Bacone, nel suo testo sul Progresso della conoscenza (1605), dove invita i medici a non abbandonare i malati inguaribili e ad aiutarli a soffrire il meno possibile. Non vi era però, nell'idea di Bacone, il concetto esplicito di dare la morte: lo scopo del medico doveva essere solo quello di far sì che la morte (comunque naturale) fosse non dolorosa.

La questione di una possibile legittimazione dell'eutanasia cominciò a farsi strada quando il progresso scientifico e tecnico giunse a fornire alla medicina strumenti in grado di contrastare, ritardare, o anticipare in modo dolce la morte.

L’intervento diretto e attivo del personale medico per procurare la morte ha iniziato a delinearsi solo verso la fine del XIX secolo quando è emersa l’idea dell’uccisione per pietà (o "omicidio del consenziente") come pratica accettabile e, anzi, da ricercare e promuovere.

EUTANASIA: classificazione dei vari casi

1) Eutanasia attiva: quando una persona provoca direttamente e consapevolmente la morte di un'altra persona su sua richiesta e con intento dichiaratamente caritatevole.
2) Eutanasia passiva: quando vengono solamente sospese le cure alimentari e mediche che consentono la sopravvivenza della persona.
3) Suicidio medicalmente assistito: quando, su richiesta dell'interessato, gli vengono forniti i mezzi per togliersi la vita in modo poco doloroso (per esempio con farmaci come il Penthotal).
4) Testamento biologico: consiste nel dichiarare, o consegnare ad una persona fidata, la propria volontà di ricevere o meno terapie rianimatorie, di ventilazione, di alimentazione o di idratazione nel momento in cui non si abbia più la capacità di esprimerlo da soli.

EUTANASIA e TESTAMENTO BIOLOGICO: dove è legale?
1. Per quanto riguarda l'eutanasia attiva volontaria, questa e' ammessa solamente in Belgio ed in Olanda, mentre e' depenalizzata in Svezia.

2. Il suicidio medicalmente assistito è legale in Oregon (Usa), mentre è depenalizzato in Svizzera (l'unico Paese dove è ammesso anche per cittadini stranieri e non residenti).
3. Per quanto riguarda il testamento biologico, esso ha valore legale e vincolante in moltissimi Paesi e con esso può essere richiesta anche l'eutanasia passiva, ovvero la sospensione delle terapie di sostentamento vitale (incluso respirazione e nutrizione artificiali).

Tra questi: Usa, Francia, Inghilterra, Danimarca, Canada, Australia, Olanda, Belgio, Singapore, ecc.

Legislazione in Olanda, paese che, nel 2000, per primo al mondo ha legalizzato l'eutanasia, questa è praticabile a condizione che sia richiesta ripetutamente e personalmente dal paziente al proprio medico. La richiesta include la compilazione di un questionario di 50 domande. Inoltre, si deve trattare di una patologia per la quale non vi sia una cura praticabile, è necessario il parere conforme di un secondo medico e la procedura deve essere comunicata alle competenti autorità. A partire dal 2004, l’eutanasia ha trovato applicazione anche per bambini di età inferiore ai 12 anni per i quali, però, è necessaria l’autorizzazione dei genitori.

Legislazione in Austria
In Austria, viceversa, nel 1977 è stata abrogata una legge permissiva sull'eutanasia.
Nella Confederazione Elvetica è previsto e tollerato il suicidio assistito, attuato in strutture private all’esterno delle istituzioni medico-ospedaliere: in alcuni casi, comunque, risulta alquanto labile la linea di confine tra simili pratiche e l’eutanasia passiva.

Legislazione in Portogallo
In Portogallo, sono condannate espressamente le tecniche di eutanasia attiva e passiva, ma il Consiglio Etico ha, in alcuni casi considerati "disperati”, ammesso l’arresto dei trattamenti terapeutici.

Legislazione in Belgio
In Belgio, dal settembre del 2002, è in vigore una legge che disciplina l’eutanasia a condizione che la domanda dell’interessato sia conseguente ad uno stato di "costante ed insopportabile sofferenza fisica e psichica”.

Legislazione nei paesi Scandinavi
Nei paesi scandinavi, il panorama è abbastanza omogeneo: in Svezia, l’eutanasia attiva è vietata mentre il suicidio assistito è tollerato; in Finlandia, risulta legalizzata l’eutanasia passiva; in Norvegia, per procedere all’eutanasia passiva è necessaria la richiesta dell’interessato o di un suo prossimo congiunto, in caso di incoscienza.

Legislazione in Germania
In Germania, il suicidio assistito è tollerato e praticato, purché il malato sia capace di intendere e di volere e ne faccia esplicita richiesta; l’eutanasia attiva, invece, è proibita.

Legislazione in Francia
In Francia, la recente legge dell’aprile 2005 relativa ai diritti dei malati terminali riconosce loro la possibilità di richiedere una "degna morte”: viene confermato il primato delle cure palliative e, regolando l’eutanasia passiva, si ribadisce il divieto di quella attiva.

Legislazione in Inghilterra
Nel Regno Unito, l’eutanasia è assimilata all’omicidio e passibile di pene fino a 14 anni di carcere; alcune pronunce difformi, comunque, sono state adottate da corti locali.

Legislazione in Grecia
In Grecia, l’eutanasia è legalizzata e la si può applicare senza eccessive limitazioni tanto soggettive quanto oggettive.

Legislazione in Ungheria
In Ungheria è ammessa la sola eutanasia passiva su richiesta dell’interessato.

Legislazione negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti d’America, la Corte Suprema ritiene legittima l’eutanasia passiva e il governo federale ha autorizzato i singoli stati a regolamentare nello specifico la delicata materia; soltanto l'Oregon ha adottato un proprio atto per il suicidio assistito escludendo tuttavia l’eutanasia.

La legalizzazione del suicidio assistito nei Paesi Bassi e nello Stato dell'Oregon ha evidenziato che in entrambi i paesi non si è assistito a un numero sproporzionato di morti fra nove dei dieci "gruppi vulnerabili" presi in esame: anziani, poveri, donne, minoranze, privi di assistenza sanitaria, minori, malati cronici, persone di basso livello culturale e pazienti psichiatrici. Solamente fra i pazienti affetti da AIDS si è riscontrato, per un certo arco di tempo, un tasso elevato di soggetti che sono ricorsi al suicidio assistito.

Legislazione in Canada
In Canada, l’eutanasia è vietata ma, in alcune province, vi è una sorta di tolleranza verso le forme passive.

Legislazione in Colombia
In Colombia, l'eutanasia non è disciplinata per legge, ma è consentita grazie ad un pronunciamento della Corte Costituzionale.

Legislazione in Cina
In Cina, dal 1998, gli ospedali sono autorizzati dalla legge a praticare l’eutanasia ai malati terminali.

Legislazione attuale in Italia
Una legislazione italiana sull'eutanasia non esiste, come legge vera e propria, come in Olanda o in Belgio. Esiste, invece, la legge 578 del 1993 sull'accertamento della morte cerebrale, che regola le procedure da seguire nei casi in cui un paziente si trovi in rianimazione in condizioni critiche.
Quando si verifica la presenza contemporanea di: stato di incoscienza, assenza di riflessi del tronco, silenzio elettrico cerebrale, allora l'anestesista rianimatore di guardia o il responsabile del reparto devono chiedere la costituzione di un collegio medico costituito da tre specialisti, un rianimatore, un medico legale e un neurofisiologo.
Il collegio di specialisti procede all'osservazione del paziente secondo un protocollo stabilito dalla legge. I tempi di osservazione dipendono dall'età: 24 ore entro il primo anno di età, 12 ore da uno a cinque anni, e 6 ore oltre i cinque anni. Dopodiché il collegio medico, in piena autonomia, in assenza di cambiamenti nella prognosi, accerta la morte cerebrale. Da quel momento si procede o al prelievo degli organi, se ci sono le condizioni e l'autorizzazione dei parenti, o si sospendono le cure, si "stacca la spina" e si dichiara la morte del paziente.






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Libri che trattano l'argomento "eutanasia"

  Dal «diritto di vivere» al «diritto di morire». Riflessioni sul ruolo della laicità nell'esperienza penalistica
Risicato Lucia, 2008, Giappichelli
  Dichiarazioni anticipate di trattamento ed eutanasia. Rassegna del dibattito bioetico
Bompiani Adriano, 2008, EDB
  Eutanasia e medicina. Il rapporto tra medicina, cultura e media
Tambone Vittoradolfo; Sacchini Dario; Cavoni Cesare D., 2008, UTET Università
  Eutanasia. Tra bioetica e diritto
De Septis Elisabetta, 2008, EMP
  Eutanasia. Vivere per la vita o vivere per la morte?
Montalto Margherita, 2008, Firenze Libri
  «Io, il dottor Morte...». La testimonianza di un medico scomodo sul caso Welby
Santi Roberto, 2007, Pironti
  Contro l'eutanasia. Un grande medico, laico e non credente, ci spiega perché non possiamo accettare l'eutanasia
Israël Lucien, 2007, Lindau
  Davanti alla morte. Medici e pazienti
Nuland Sherwin B., 2007, Laterza
  La dignità della morte. Tesi sull'eutanasia
Küng Hans, 2007, Datanews
   


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