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Il Bene e il Male sono concetti che l'uomo cerca di definire da quando ha iniziato a riflettere.
...buon ultimo ci provo io.
Come sempre il mio approccio parte da una base comune a tutte le mie definizioni, ovvero i tre livelli:
l'individuo, le società,
l'umanità. Ai quali s'aggiunge anche un quarto livello: universalità.
Così facendo mi sembra più facile pervenire a conclusioni più dirette e precise.
Da millenni filosofi e pensatori d'ogni genere hanno esposto teorie complesse e spesso opposte, senza riuscire a fare chiarezza e senza
abbracciare tutta la casistica di cosa sia Bene e cosa sia Male.
Vediamo se ci riesco io?
Partiamo dall'individuo.
L'idea del bene e del male a mio avviso è identica in qualsiasi essere umano: è Bene tutto ciò che mi gratifica, che soddisfa i miei
desideri, che produce sensazioni di benessere al mio fisico. Il Bene individuale è dunque fisico e/o psichico. Questa è la più semplice
percezione personale del Bene.
E' Bene (è "buona cosa"): saziarsi, dormire, avere rapporti sessuali, essere al riparo dal caldo e dal freddo eccessivo, sentirsi sereni,
appagati, sicuri, forti, sani, ecc.
Il fondamento di queste esigenze è sempre lo stesso: sentirsi lontani dal pericolo della sofferenza, che è preambolo alla paura della
morte, che incombe sempre dal nostro profondo. Ci guida come è giusto che sia, l'istinto di sopravvivenza.
Ma -attenzione- non ci guida sempre in modo corretto! A volte siamo vittime delle nostre piacevoli sensazioni e facciamo cose che
alla fine sono dannose e non salutari al nostro organismo o alla nostra mente. L'uso di sostanze alcoliche, tabacchi, droghe, abusi
d'ogni genere, ci danno una falsa sensazione di Bene, ma rappresentano un forte indebolimento del nostro fisico e della nostra mente,
quindi sono Male a livello individuale e spesso si traducono in Male anche a livello sociale.
Così certe avventure ad alta rischiosità sembrano appagare i nostri desideri di grandezza e prova di forza, ma mettono a repentaglio
la nostra sicurezza, che viene bellamente ignorata o sottovalutata.
In questo, dunque, non siamo macchine perfette.
Di contro per noi è Male tutto ciò che destabilizza o allontana dai suddetti stati di benessere.
I concetti di Bene e Male nelle società, invece, sono assai più complessi e differenziati.
Non riusciamo più ad avere una definizione unica che valga per qualsiasi popolo, cultura, epoca.
Ciò che è stato Bene in certe comunità s'è trasformato in Male in altre e questo meccanismo perdura anche ai giorni nostri.
La consapevolezza che ogni individuo ha del personale Bene/Male non viene parimenti trasferita alla comunità.
In essa sorge la necessità di regole e
condizionamenti che travalicano il singolo individuo.
I più forti vincoli sono dettati dalla necessaria convivenza, ma anche spesso da superstizioni, religioni e altri poteri forti.
Il compromesso sociale è difficile perchè pone noi stessi in contrapposizione con
tutti gli altri.
Nascono i conflitti territoriali, il desiderio di ciò che non possediamo, l'ambizione di comandare, la costrizione verso i doveri (che
detestiamo), le lotte tra società diverse per il predominio.
E' la vita sociale che ci costringe a fare i conti col nostro egoismo (che è istintivo) contro l'altruismo (che non ci
gratifica allo stesso modo).
Quindi non possiamo trarre conclusioni univoche su ciò che a livello sociale sia bene o male, salvo appunto il concetto che in una
società diventa Bene tutto ciò che è funzionale al rispetto delle sue regole e usanze, prescindendo dal valore o dalle esigenze e ambizioni
del singolo individuo che la compone.
Il terzo livello è quello dell'Umanità intera.
In questo caso il Bene e il Male assumono un valore oggettivo generale, senza più distinzioni sociali.
E' Bene tutto ciò che è favorevole allo sviluppo e conservazione della razza a cui apparteniamo.
Gli esseri umani hanno poi raggiunto un'ulteriore consapevolezza, dovuta alla loro conoscenza delle leggi che governano il pianeta ,
ovvero che è sì Bene riprodursi, ma per conservarsi sarebbe pure necessario rispettare gli equilibri con l'ambiente in cui viviamo, ovvero senza mettere a rischio l'intero
pianeta e le risorse che ci fornisce. Questa consapevolezza resta solamente a livello teorico perchè non siamo ancora capaci di
rispettare il nostro ambiente e sosteniamo ancora impunemente il concetto di "crescita senza limiti".
Sappiamo anche che è male uccidere qualsiasi forma di vita, esseri umani come noi per primi, se non per esigenze di sopravvivenza o legittima difesa.
Ci sarebbe infine anche un quarto livello d'analisi, ovvero quello del Bene e Male universale.
In questo caso tutti i concetti precedenti svaniscono per lasciare il posto alla semplice legge della vita: per ogni specie è Bene
tutto ciò che è funzionale al proprio sviluppo e preservazione. Così si comportano tutti gli animali e vegetali, senza porsi ulteriori
problemi, non avendo, fino a prova contraria, la consapevolezza di sé stessi come singoli individui e non immaginando la propria
inevitabile morte.

Ed infine: esiste il Male assoluto e il Bene assoluto?
Io credo abbiano uno scarso valore didattico questi concetti perchè allontanano dalle responsabilità individuali.
Siamo noi a fare bene o fare male, coi nostri comportamenti, con le nostre idee.
Bene o Male assoluti sono forme speculative tipiche delle religioni, utili come esemplificazioni, ma che non trovano corrispondenza nel
mondo reale.
Bene o male sono sempre relativi ad una circostanza, salvo non si creda ai poteri del diavolo o di altri esseri maligni o benigni che
siano.
Nel qual caso, però, per onestà intellettuale, bisognerebbe chiedersi come possa allora Dio essere considerato amore, se lascia
scorrere fiumi di sangue e di atrocità sugli esseri che più gli dovrebbero somigliare?
O, di contro, allora anche noi miseri esseri umani, fatti a sua somiglianza, siamo puro amore? Ve la sentite di sostenerlo?
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