Calo delle nascite




Il calo delle nascite

LO SVILUPPO DEMOGRAFICO E LA DIMINUZIONE DELLE NASCITE

Schema crescita demografica mondialeCAUSE

- crisi economica
- stile di vita sociale
- impegni lavorativi e del tempo libero (straordinari, viaggi, vacanze, palestra, jogging, shopping, ecc)
- scarsa volontà ad assumersi un forte impegno e conseguenti responsabilità
- crescente infertilità, che, naturalmente, come sempre è anche questa per colpa del fumo (come se i fumatori fossero tutti sterili e senza figli!).


CIFRE

- in Italia (dati 2012) come speranza di vita uomini: 79.6, donne: 84.4 (pensate quante vedove!).
- allo stesso tempo nel nostro Paese persistono livelli di fecondità molto bassi, in media 1,42 figli per donna nel 2012
- L’indice di vecchiaia è tra i più alti al mondo. Al 1° gennaio 2013 nella popolazione residente si contano 151,4 persone over 65 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Tra i paesi europei solo la Germania ha un valore più alto (158), mentre la media UE è 116,6. Insomma, si vive più a lungo, ma si fanno anche molti meno figli.

Il tasso di natalità è attualmente di circa 15 nati vivi per mille abitanti nei paesi sviluppati e da 25 a 40 nati vivi per mille abitanti nei paesi in via di sviluppo, dove i figli sono percepiti come una forma di assicurazione per la vecchiaia, in mancanza di forme efficienti di previdenza sociale. Il tasso di mortalità è diminuito drasticamente nei paesi sviluppati ed in parte anche nei paesi in via di sviluppo negli ultimi secoli a causa dei progressi dell'igiene e della medicina.

Come conseguenza il tasso di crescita della popolazione nei paesi in via di sviluppo è molto alto, circa 1,8% (2,1% escludendo la Cina), mentre nei paesi sviluppati esso è basso, tra 0,2% e 0,5%; esso tenderebbe a zero o perfino a divenire negativo in alcuni paesi sviluppati, tra cui l’Italia, se non fosse per l'immigrazione.

PROGETTI e PROPOSITI

I media comunicano con apprensione questo "preoccupante" calo delle nascite in Italia, ma sapete qual è il motivo che indicano? Il fatto che tra qualche anno se i figli saranno molti di meno non ci saranno soldi per pagare le pensioni!

Allora noi siamo costretti a mettere al mondo dei futuri disoccupati che staranno per sempre a carico dei genitori, perché provvedano a pagare tasse per alimentare le casse dell'INPS?

Ma che razza di ragionamenti si fanno?

Il lavoro sarà sempre di meno "umano" e sempre di più "automatizzato".

Sarà sempre di più distribuito nei paesi emergenti, perché lì costerà di meno, e sempre meno aziende apriranno nei nostri ricchissimi paesi.

Incrementare il numero dei figli è ricadere nell'errore delle popolazioni povere africane che mettono al mondo figli pensando siano un sostegno alla loro vecchiaia, o per semplice impossibilità a comprare anticoncezionali, mentre invece finiscono per essere un dramma in famiglia, non avendo cibo a sufficienza per tutti ed essendo insufficienti i mezzi per combattere le epidemie.

Così pare che la Ministra della Salute Beatrice Lorenzin abbia deciso di istituire un tavolo di esperti (sociologi, ginecologi, sessuologi, psicologi, ecc.) per fare un piano di intervento. Scopo dello studio? Permettere che in futuro nascano più bambini in Italia. Primo obiettivo sarà quello di capire la causa dell’aumento di incidenza dell’infertilità.

A me tutto questo fa inorridire!

Ma come? Abbiamo testi su testi che ci spiegano le future sciagure dovute all'enorme espansione dell'umanità, ci raccontano e documentano che presto non ci sarà cibo a sufficienza per tutti (ma già da un pezzo veramente il cibo scarseggia o manca del tutto nei paesi di cui nessuno o quasi si occupa) e noi ci preoccupiamo perché non facciamo figli come i conigli?

E’ stato stimato che nel 2003 i minori orfani erano almeno 143 milioni in Africa subsahariana, Asia, America Latina e Caraibi. In generale c’è stato un aumento del 3% del numero di bambini orfani dal 1990 al 2003. Ma il dato più preoccupante è che, se non ci fosse stata la pandemia di AIDS/HIV, il numero di bambini orfani nel mondo sarebbe presumibilmente diminuito.

E noi europei obesi e depressi (oltre che impoveriti) di cosa ci preoccupiamo?

Dell'inseminazione artificiale da una parte e del sensibile calo delle nascite dall'altra!

Due problemi sbagliati, a parer mio.

Questo è nel 2014 l'elevato senso umanitario a cui le nostre società acculturate sono arrivate?
Complimenti a tutti! Comprese le istituzioni religiose.

Già, ma il figlio anche se non posso averlo, lo voglio lo stesso, costi quel che costi, dicono molte mamme e papà potenziali. Loro si preoccupano non dello sviluppo demografico, ma di avere un successore che porti il loro magnifico DNA. E dei 143 milioni di bambini malnutriti e malati che avranno una vita breve ed orrenda non importa quasi a nessuno!

Io propongo una legge che vieti qualsiasi forma innaturale di procreazione fino a quando nel mondo ci sia ancora anche un solo bambino orfano in cerca di adozione. Forse questo avrebbe dovuto essere un discorso da Papa, oltre ad andare in Africa a distribuire gratuitamente anticoncezionali, anziché andare a dire proprio di non usarli!

Grafico popolazione mondiale

RIEPILOGHIAMO


Perché ridurre la popolazione mondiale?

Perché nessuno sviluppo può durare all'infinito; prima o poi esso troverà qualche limite e dovrà raggiungere una situazione di equilibrio o di riduzione.

La sussistenza richiede una produzione di beni (soprattutto alimenti) ma per questa occorre, oltre al lavoro, anche capitale.

Se la popolazione aumenta, bisogna usare una parte delle risorse per creare nuovi posti di lavoro. Se invece la popolazione fosse stabile (o diminuisse ragionevolmente), le stesse risorse potrebbero essere usate per fornire ad ogni lavoratore una più alta dotazione di capitale.

Molte risorse minerali sono prossime all’esaurimento. Se la popolazione mondiale fosse minore, l’esaurimento di tali risorse verrebbe rallentato.

Inoltre, la competizione per risorse limitate porta spesso alle guerre. Se la popolazione mondiale fosse minore, vi sarebbero meno contrasti, e quindi meno guerre.

Le attività umane producono inquinamento, con conseguenze gravissime per la salute umana, specialmente per quanto riguarda l’inquinamento marino ed atmosferico. Se la popolazione mondiale fosse minore, anche l’emissione nell’ambiente di sostanze inquinanti sarebbe minore.

Le attività umane richiedono un alto consumo di energia, che attualmente viene ricavata soprattutto dai combustibili fossili, con gravi problemi di inquinamento e di esaurimento delle risorse. Se la popolazione mondiale fosse minore, anche il consumo di energia sarebbe minore.

L’alimentazione dell’attuale enorme popolazione umana richiede la coltivazione di una crescente quantità di terreno, così che si riducono sempre più le foreste, essenziali per la produzione dell’ossigeno. Se la popolazione mondiale fosse minore, si potrebbe ridurre la quantità di terreno coltivato ed aumentare la superficie delle foreste.

Inoltre, lo stesso risultato si otterrebbe sostituendo l’alimentazione umana a base di carne, che è un modo poco efficiente di trasformare le calorie vegetali, con un’alimentazione vegetariana.

L’acqua è un bene che scarseggia sempre di più in vaste aree del Terzo Mondo. Se la popolazione mondiale fosse minore, vi sarebbe più acqua per tutti.

La conservazione della natura è un’esigenza sempre più sentita da parte di una notevole parte dell’opinione pubblica, che vuole ostacolare l’estinzione di specie animali e vegetali e la perdita di habitat. A tale scopo quasi tutti i Paesi creano parchi nazionali e regionali e riserve naturali. Da ciò sorgono conflitti perché queste stesse aree sono reclamate per attività umane industriali o agricole. Se la popolazione mondiale fosse minore, vi sarebbero meno conflitti tra conservazione della natura ed attività economiche.

Come ridurre la natalità?

7 miliardesimoNei paesi del Terzo Mondo è stato riscontrato che elevate opportunità di lavoro per le donne al di fuori della famiglia sono associate a minore natalità.

Anche un più alto tasso di frequenza scolastica femminile, soprattutto della scuola primaria e della scuola secondaria, è associato a minore natalità.

La creazione di nuove opportunità di lavoro causa un aumento del reddito familiare e questo a sua volta è causa di una riduzione della natalità.

Programmi di salute pubblica ed un miglior livello nutrizionale della mamma e del bambino possono ridurre la mortalità infantile ed indirettamente rendere meno desiderabile una famiglia numerosa.

L'introduzione di forme di previdenza per gli anziani e sicurezza sociale può rendere meno desiderabile una famiglia numerosa come assicurazione per la vecchiaia.

Fare campagne anti-demografiche attraverso i media e la scuola.

Istituire servizi sanitari e consultori e distribuire contraccettivi.

Introdurre disincentivi economici alla procreazione.

Migliorare lo status sociale ed economico delle donne e creare incentivi per ritardare il matrimonio.

Introdurre incentivi alla sterilizzazione maschile e femminile.

Limitare per legge il numero di figli. Su quest’ultimo punto alcuni sostengono che il fare figli sarebbe un diritto naturale della coppia, o della donna, su cui lo Stato non potrebbe intervenire. Ma già Aurelio Peccei, fondatore del Club di Roma, osservava che, quando nasce un bambino, allo Stato sono addossati vari oneri, come provvedere alla scuola, all'assistenza sanitaria, alla previdenza sociale, e che pertanto lo Stato ha diritto di intervenire, eventualmente limitando questo asserito diritto alla procreazione.

La chiesa e la crescita demografica

La Chiesa cattolica si è sempre opposta all’uso dei metodi anticoncezionali ed a qualsiasi promozione della limitazione delle nascite, in nome di un’asserita legge morale e di una cosiddetta "sacralità della vita”.

Tali affermazioni non hanno alcuna base oggettiva poiché non esiste alcuna morale naturale, ma esiste solo la legge creata dall’uomo per regolare i propri rapporti sociali; in quanto alla vita, sarebbe meglio prenderne in considerazione la qualità piuttosto che la quantità, dato che l’ultima va a scapito della prima.

Obiezioni più comuni

Alcuni contestano la necessità di ridurre la popolazione umana mondiale, sostenendo che i veri problemi dell'umanità sono altri, quali il sottosviluppo, la distruzione dell'ambiente, l’inquinamento e l'esaurimento delle risorse naturali.

Certamente questi sono gravi problemi, ma alla loro gravità contribuisce proprio l'eccessiva popolazione mondiale, che agisce come moltiplicatore.

Altri osservano che il consumo delle risorse in alcuni paesi è enormemente superiore a quello di altri paesi. Ad esempio, un canadese medio consuma 436 volte quanto consuma un etiopico.

Ma sarà molto difficile convincere i Canadesi a ridurre il loro tenore di vita e quindi a consumare meno, mentre sicuramente gli Etiopici vorranno raggiungere il livello dei Canadesi appena possibile. L'unica via d'uscita praticabile è quindi quella di causare una riduzione della popolazione, e non solo dei paesi in via di sviluppo, ma anche dei paesi sviluppati, che sono quelli che consumano di più.

Altri citano la FAO, che ha calcolato che la Terra è in grado di sfamare una popolazione superiore ai 20 miliardi.

Ma se già adesso, mentre siamo "solo" 7 miliardi, un quarto dell'umanità è sottoalimentato, come pensiamo di risolvere il problema di nutrirne 20 miliardi?

Infatti non basta produrre il cibo, bisogna anche distribuirlo; ma se fossimo di meno, sarebbe sicuramente più facile portare il cibo ai bisognosi.

Autore: Enrico Riccardo Spelta
 
(ottobre 2014)






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