Aiutiamoli a casa loro, ma davvero!




Aiutiamoli davvero a casa loro

Aiutiamoli a casa loroIl problema dei migranti è colossale. Gli sbarchi si susseguono e migliaia di persone muoiono in mare, dopo mesi di viaggio infernale. Che le motivazioni siano giustificate dalla fuga da scenari di guerra che dura da anni e non dà scampo, oppure dal semplice desiderio di raggiungere un paese dove sia possibile vivere degnamente, il problema non cambia.

Inutile fare distinzioni, questi sì, questi no.

Gli unici che non hanno diritto a venire sono quelli che vorrebbero entrare in Europa per compiere atti terroristici.

Già, l'Europa. Non dobbiamo dimenticare che il presente è sempre frutto delle storie passate.

Noi in Africa ci siamo andati da conquistatori/sfruttatori. Siamo cresciuti con le loro materie prime e tutt'ora ne abbiamo un gran bisogno e lo sfruttamento continua, ma dei loro veri problemi, salvo troppo modesti interventi, ce ne siamo sempre estraniati.

Il secolo scorso ci ha permesso di progredire enormemente, di migliorare il nostro modo di vivere, di avere lavoro, assistenza sanitaria, cibo e acqua a volontà. Ma non solo. Il nostro sviluppo ci ha consentito di raggiungere livelli di benessere eccezionali. Ci siamo comprati prime e seconde case, barche, auto di lusso, vestiti firmati, tecnologie di tutti i generi, viaggi e vacanze ovunque, ecc. ecc.

E nel frattempo cosa è successo in Africa? Nulla, sono ancora fermi nel tempo, con in più l'incubo di persecuzioni e guerre infinite e micidiali.

Al resto del mondo, quello benestante, questi problemi non sono mai importati, ripeto, salvo quel piccolo esercito di volontari e benefattori che ha dedicato tempo e denaro alla loro causa e di cui va dato merito.

Ma non è mai troppo tardi per capire che il loro sforzo non basta!

C'è bisogno di molto, ma molto di più per sanare l'Africa e se non lo facciamo è inutile che ci sorprendiamo che arrivino in massa da noi.

Al loro posto noi faremo la stessa cosa!

Molti cittadini europei oggi sono in difficoltà, causa la crisi economica, la globalizzazione e l'aumento della popolazione migratoria.

Ma una gran parte di loro, invece, sta bene, vive nel lusso o quanto meno nell'agiatezza inimmaginabile per un africano.

Allora l'unica strada perseguibile è quella di mettere mano al portafoglio.

I politici europei brancolano nel buio, sono condizionati dalla paura di perdere consenso investendo denaro verso un altro continente, ma i cittadini stanno diventando razzisti e questo provocherà un conflitto sempre più ampio nel nostro continente. Dobbiamo fermare il flusso e intervenire nei loro paesi, a tutti i costi. Impiegando tutti i mezzi disponibili.

Gli interventi sono rivolti alla salute prima di tutto, poi all'istruzione, all'insegnamento dei lavori, all'autodifesa, all'avvio di attività che consentano loro di crescere come abbiamo fatto noi. Vanno aiutati perché loro non hanno le ricchezze dei territori che abbiamo avuto noi in eredità, ma non solo, i loro territori stanno peggiorando a causa dei cambiamenti climatici, provocati proprio dal nostro stile di vita e dai nostri consumi spropositati!

Cosa fare allora?

E' semplice, non c'è da sbizzarrirsi molto. Ognuno di noi che non abbia problemi di cosa mettere in tavola oggi e cosa far bere ai propri figli, può donare qualcosa alle associazioni più rinomate e storicamente presenti sui territori bisognosi.
Scegliete voi chi utilizzare. AMREF, o SAVE THE CHILDREN o MEDICI SENZA FRONTIERE, ecc. ecc. basta che siano associazioni di affermata serietà ed operatività.

Ma anche i governi devono darsi da fare, non basta l'iniziativa privata personale. Si devono mandare eserciti che neutralizzino i focolai di guerra e squadre di lavoratori che costruiscano scuole, ospedali, pozzi e strade.
La rinascita della speranza darebbe un grosso impulso allo sviluppo, senza che la nostra presenza vada ad inquinare i loro usi e costumi, se sono sani.

Deve nascere una gara, tra le persone più agiate, a chi dona di più. Non deve essere beneficienza nascosta. Vogliamo sapere quanto ha donato Berlusconi, piuttosto che un Brunetta o un Bruno Vespa o un Fabio Fazio o un calciatore stra-ricco o un imprenditore o un cantante, ecc. ecc.

Che facciano a gara, che si sappia, che si vergognino quelli che si tirano indietro o che danno una miseria! Se in Europa ogni cittadino senza grossi problemi donasse un euro, già pioverebbero in Africa mezzo miliardo di euro! E se ne fanno di progressi con cifre del genere!


Autore: Enrico Riccardo Spelta






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