Recensione film "Terraferma"





Terraferma

Terraferma locandina

Terraferma

Titolo originale: Terraferma
Nazione: Italia
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Durata: 128 minuti
Regista: Emanuele Crialese
Cast: Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Mimmo Cuticchio, Martina Codecasa, Filippo Pucillo, Filippo Scarafia, Pierpaolo Spollon, Tiziana Lodato, Claudio Santamaria
















Filippo Pucillo in Terraferma

Trama

Il film di Emanuele Crialese Terraferma racconta storie di immigrazione in una Sicilia di pescatori alle prese con i primi arrivi di turisti e di clandestini.

Al centro della storia c'è una famiglia di pescatori dove la vita si svolge attorno alla figura cardine ed autoritaria del vecchio capofamiglia, il nonno Ernesto (Mimmo Cuticchio), pescatore irriducibile che insegna la pesca e le sue leggi al giovane nipote Filippo (Filippo Pucillo) orfano di padre.

Proprio durante un'uscita di pesca i due salvano dall'annegamento una donna incinta, Sara (Timnit T) e il suo piccolo bambino. Decidono di prendersi cura di loro seguendo però solo le loro leggi e la loro morale, senza badare troppo alla burocrazia.

Filippo cercherà la sua strada, un suo equilibrio, una terra finalmente ferma, combattendo con i vizi dei turisti, con i modelli che ha di riferimento, l'amore per il mare del nonno e la smania di rivincita di suo zio Nino (Beppe Fiorello), che ha smesso di pescare pesci per catturare turisti, tra il senso di rassegnazione della madre Giulietta (Donatella Finocchiaro) donna che non vede spiragli per un futuro migliore se non si ha il coraggio di andare oltre.


Premi e Riconoscimenti

Cinque anni dopo Nuovomondo, grazie al quale Crialese ha portato a casa il Leone d'Argento/Rivelazione durante il Festival di Venezia, Terraferma si merita il premio speciale della giuria al 68° Festival del Cinema di Venezia e una candidatura agli Oscar 2012 come miglior film straniero.
Emanuele Crialese regista di Terraferma

Commento

Emanuele Crialese torna dietro la macchina da presa con Terraferma, il primo film italiano presentato al concorso della 68° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica a Venezia e conferma il talento di un regista capace di narrare storie dalla grande forza emotiva, attraverso immagini nitide ed incisive.

Il film, candidato anche ai prossimi Oscar degli Academy Awards, è stato girato tra varie difficoltà a Linosa, 250 abitanti e pochi collegamenti con la Sicilia.

Crialese con il suo film urla il suo atto d'accusa contro la strategia del terrore che trasforma lo straniero in invasore, aldilà che sia un turista o un immigrato.

E' lo stesso regista a definire il suo film come "un dramma simbolico, sul conflitto tra turismo e integrazione osservato attraverso il prisma delle mutazioni antropologiche".

Il cast è superbo, ma è Donatella Finocchiaro a dominare senza dubbio la scena con grande fascino ed intelligenza.

I dialoghi, spesso in dialetto, sono alquanto scarni, volutamente sostituiti dal regista con gesti elementari e semplici, come i bellissimi primi piani di mani nella scena dell’arrivo degli immigrati sulla spiaggia piena di turisti o con silenzi carichi, come nel dialogo senza parole tra la Finocchiaro e la clandestina Sara, interpretata dall'africana Timnit T.

Su quest'ultima occorre precisare che è davvero un'immigrata approdata qualche anno fa su di un barcone di clandestini a Lampedusa, unica donna sopravvissuta allo sbarco. Crialese l'ha vista in fotografia sui giornali proprio per la sua drammatica storia e l'ha voluta nel suo film.


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