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Tutto è iniziato con Eragone tutto finisce con Inheritance.
Sembrano appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo nella fattoria dello zio e Saphira una pietra azzurra, in una radura della foresta.
Da allora, Cavaliere e Dragonessa hanno assistito ad antiche cerimonie ad Ellesméra, festeggiato insperate vittorie nel Farthen Dûr, ma anche pianto per terribili perdite a Feinster.
Una sola cosa è rimasta identica: il legame indissolubile
che li unisce e la speranza di deporre Galbatorix.
Non sono gli unici a essere cambiati, però: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto e porta sulle braccia i segni dell’autorità che ha saputo conquistare; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà.
E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali, marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix.
Nell'ultima, terribile battaglia che li attende, rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaësia e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro, in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto
un orribile sogno.
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Recensione
Questo romanzo di Christopher Paolini, un bel tomo di 840 pagine, (Dopo Eragon, Eldest e Brisingr, il tanto atteso capitolo finale del Ciclo dell’Eredità.
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