Bestseller: Falce e carrello di Caprotti Bernardo



Trama e recensione del libro "Falce e carrello"  Le mani sulla spesa degli italiani di Caprotti Bernardo

Recensione Caprotti Bernardo: Falce e carrello Bernardo Caprotti è l'imprenditore che ha portato all'eccellenza i supermercati in Italia.

Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore.

A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e, in questo libro-denuncia, racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop.

Dai primi contatti con il gigante "rosso" della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza ma che, secondo l'autore, aveva il solo scopo di far sparire la sua azienda dal mercato.
 

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Recensione

Bernardo Caprotti racconta lo sbarco della grande distribuzione in Italia negli anni del Boom economico e la successiva competizione con i supermercati della Lega delle Cooperative (Coop, Conad), tema portante del libro.

Il primo capitolo propone un ritratto della borghesia brianzola fra le due Guerre.
Reduce dalla Prima Guerra Mondiale dove ha prestato servizio come ufficiale nel Corpo degli Alpini, Giuseppe Caprotti gestisce l'azienda tessile di famiglia.

Le leggi razziali prima e la dichiarazione di guerra alla Francia (la moglie era francese) e all'Inghilterra poi, ne fortificano gli ideali antifascisti tramandati al figlio Bernardo.

La fine della guerra libera l'Italia dall'autarchia e lo apre a un'era di sviluppo tecnologico da cui era stato tagliato fuori e ritenendo la grande distribuzione un settore più dinamico ed innovativo del tessile, Bernardo Caprotti decide di lasciare l'attività di famiglia ereditata dal padre Giuseppe nel giro di un decennio si trova alla guida di un'azienda in rapida espansione: l'Esselunga (1961)

Verso la fine degli anni Sessanta cominciano gli scontri con il sindacato che si ripresentano dall'ottobre del 1988 quando è evidente l'esubero di lavoratori: su 5.684 sono in esubero 904.

Di fronte a nuove richieste da parte dei sindacati Bernardo Caprotti assume una linea dura e, grazie al supporto dei colletti bianchi, apre nello stesso anno di un magazzino automatizzato e dà il via all'introduzione dei lettori a codici a barre nelle casse che permettono di mantenere operativi il punto vendita e la catena distributiva anche in carenza di forza lavoro.

E' a questo punto che si fa sentire la concorrenza delle Coop.

Nel libro l'autore racconta la storia della propria azienda e dei contrasti con le Coop rosse, criticando il sistema di agevolazioni fiscali e denunciando appoggi politici alle cooperative da parte di amministrazioni locali o istituzioni di centrosinistra.

Il libro accusa scorrettezze da parte di alcune delle Cooperative che gestiscono i supermercati Coop (in particolare le coop emiliano-romagnole), parlando di "attacchi contro la Repubblica e di concorrenza sleale".

Dopo la pubblicazione del libro, Coop ha querelato e citato in giudizio civile Bernardo Caprotti per diffamazione e

Il 20 aprile 2010, Esselunga è condannata al pagamento di 50.000€ per concorrenza sleale denigratoria, ma assolta per diffamazione, il 16 settembre 2011, Esselunga è condannata al pagamento di 300.000€ per concorrenza sleale e al ritiro del libro dal mercato.

La magistratura ha infatti sancito che il libro integra “un’illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia”.

Oltre a Caprotti e a Esselunga spa risultano condannati anche Geminello Alvi, curatore della prefazione, Stefano Filippi coautore e la casa editrice.

(parzialmente tratta da Wikipedia)

Commenti dai lettori

Alessandro (25-06-2009)
Salve, sono di Foligno,terzo comune dell'Umbria, ex roccaforte rossa fino a un decennio fa,ora non più, la gente è cambiata, si sono accorti di tante cose finalmente. Sono uno che era anche sostenitore di un partito rosso e adesso mi ritrovo a stare dall'altra parte e ne sono fiero, fra le 2 parti ho scelto, secondo me, la meno peggio, e ci sarebbe da fare una lista di motivi da perderci le ore...i giorni! Ho comprato il libro e più della metà delle cose scritte già le sapevo e, secondo me, ne mancano ancora altre da scrivere, è come il pozzo di san Patrizio che non ha mai fine. Oggi sono orgoglioso e fiero di essere dall'altra sponda che per anni ho odiato, ci sono andato contro, mi ci son battuto. Complimenti per il libro ottimo!
Voto: 5 / 5

J. pgiuliacci@libero.it (15-12-2008)
Mi piacerebbe precisare: il libro del signor Caprotti non è una denuncia come quella (generica e fumosa) che potrebbe fare un politico o qualcuno assoldato dalla politica. E' una denuncia dati alla mano, con dati che personalmente mi son preso la briga di studiare e verificare. Ma qualcuno può davvero negare che le Coop non forniscano la vendita ai prezzi più alti? Davvero negare quanto siano sindacalizzate, e quanto l'EFFICIENZA SIA UN BENE NEL LIBERO MERCATO, perchè RENDE UN SERVIZIO ECONOMICAMENTE MIGLIORE? Ma davvero credete che vendere a Bari i prodotti al 13% in più che a Modena sia un bene per il territorio? E se poi qualcuno pensa di tirare in ballo le solite storie sullo sfruttamento, orari vari etc.: ma lo sapete che chi lavora oggi (in qualsiasi campo) in un'azienda veramente competitiva gli orari di una cassiera se li sogna? E secondo voi gli utili (più di 12 miliardi di euro!!!, praticamente una multinazionale solo che siamo in Italia) li ripartiscono tra i soci? Vorrei proprio chiedere ai direttori Coop (ma forse dovrei rivolgermi alle segreterie dei partiti) se conoscono soltanto dieci dei nomi di tutti i "soci" a cui rendono conto... Io credo francamente che occorrerebbe semplicemente staccarsi un attimo dall'ideologia e valutare liberamente le considerazioni di questo caso. A me ha aperto gli occhi e comunque una valutazione dei prezzi sul campo la può fare chiunque.
Voto: 5 / 5

occhionelcielo (25-11-2008)
Lo dico subito: sono antiberlusconiano da sempre e da sempre faccio il tifo per i magistrati e leggo Travaglio, Stella, Gomez, Barbacetto, Bocca e tutti gli altri. Per una sfida a me stesso ho voluto provare una volta tanto un libro scritto da qualcuno dell'altra parte. Impressioni: la prefazione di Alvi gronda retorica aziendalista e, nel suo genere, è un capolavoro del genere patetico; molte parti del libro sicuramente non sono condivisibili per la visione conservatrice delle relazioni industriali; ogni tanto scappa qualche fanfaronata da bauscia e, comunque, si vede che la scrittura, per antico vizio della sua parte, ogni tanto divaga dai fatti. Tuttavia, una qualche buona ragione l'autore ce l'ha ed alla fine ce la espone: per esempio, vivendo in Liguria, per esperienza diretta so quanto gioverebbe al portafogli l'entrata sul mercato di un nuovo concorrente a contrastare i marchi Coop e Basko e mi sembra molto sospetto come un'azienda così vicina come Esselunga non sia riuscita ad aprire nemmeno un punto vendita. Alla fine: se dovessi salvare qualcuno dell'altra parte, salverei proprio il Caprotti: brilla di luce propria, non è nano nè ballerina.
Voto: 3 / 5


(tratti da Ibs)


Breve biografia su Caprotti Bernardo

Breve biografia e foto di Caprotti Bernardo Bernardo Caprotti non è uno scrittore: nasce a Milano il 7 ottobre 1925 in una famiglia di industriali tessili, cotonieri della Brianza.

Dopo gli studi in legge viene mandato dal padre negli Stati Uniti per impratichirsi nell'industria del cotone e della meccanica tessile e qui per un anno lavora nelle catene di montaggio di carde, ring (filatoi continui ad anello), telai, oltre che alla borsa cotoni di Wall Street.

Nel 1952, comincia a lavorare nella manifattura di famiglia in Brianza, ma già nell'estate dello stesso anno, alla morte del padre, si trova a gestire l'impresa di famiglia.

Nel 1957 quando si presenta l’opportunità di partecipare alla fondazione della prima società di supermercati in Italia, dividerà il suo tempo fra il suo lavoro nel tessile e la creazione di una catena di grande distribuzione.

Solo nel 1965 inizierà ad occuparsi a tempo pieno dei supermercati di cui la famiglia Caprotti ha la maggioranza.

Nel gennaio del 2010 riceve una laurea honoris causa in architettura all'Università La Sapienza di Roma.


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