Lilanga George - biografia e foto delle opere

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Biografia e vita di Lilanga George (Tanzania 1934-2005)

Lilanga George ha studiato alla scuola pittorica del tingatinga di Dar es Salaam.

Ha raggiunto fama internazionale grazie al suo particolare stile pittorico, caratterizzato da figure fortemente dinamiche e caricaturali dai colori vivaci e i contorni netti.

La famiglia di Lilanga era composta dal padre, operaio agricolo nelle piantagioni di sisal, dalla madre e da due fratelli morti prima di lui.

Sembra che la madre abbia avuto altri figli tutti deceduti in tenera età. Il padre, probabilmente anche a causa di tutte queste morti premature, abbandonò la famiglia per risposarsi con un’altra donna.

George frequentò la scuola elementare per soli 4 anni dei 7 normalmente previsti.

Intorno ai 15 anni ha la sua iniziazione con la partecipazione alla cerimonia detta Jandoni o Jando dove i giovani maschi vengono iniziati al proprio futuro di uomini (i ragazzi vengono separati dalle giovani donne per 3 o 4 mesi e circoncisi; vengono poi istruiti in tutte le attività mascoline.

Dal 1961 al 1972 si dedica alle sculture, usando radici, legno dolce ed infine il duro ebano.

Su consiglio di alcuni europei nel 1970 decide di trasferirsi a Dar es Salaam, dove le possibilità di vendere le sculture sono maggiori.

Nel 1971 ottiene la prima occupazione grazie allo zio Augustino Malaba, già noto scultore e successivo suo collaboratore, nella veste di sorvegliante notturno presso la Nyumba ya Sanaa ("casa dell'arte"), un tipico centro africano per lo sviluppo dell’arte e dell’artigianato. Le doti di Lilanga sono presto intuite e viene messo nelle condizioni di mostrare il suo genio artistico: comincia così a realizzare batik, opere su pelle di capra e lavori su lastre di ferro per il completamento di ringhiere e cancelli.

George Lilanga frequenta l’ambiente artistico della scuola Tingatinga.

Sicuramente la scuola Tingatinga esercita un forte peso nello sviluppo artistico di Lilanga. Intorno al 1972 fa praticamente il pittore. Alcune opere di Lilanga sono presentate al Museo Nazionale di Dar es Salaam nel 1974.

E in queste opere, come in parte delle successive, si può evidenziare l’influenza esercitata dalla scuola Tingatinga. Lilanga da quel momento si dedica quasi solo alla pittura con i suoi personaggi Makonde ritratti interamente e con colori brillanti.

Sempre nel 1974 gli viene fatta la prima diagnosi di diabete mellito.

Nel 1977 fa il primo viaggio fuori del continente africano recandosi a New York, dove espone al Marycoll Ossing Center. Si trattiene per un po’ di tempo a Manhattam vendendo stampe realizzate su carta o cartone agli incroci delle strade.

Nel 1978 partecipa ad una mostra collettiva di artisti africani a Washington D.C.. Tra le 280 opere presentate circa 100 sono di Lilanga. Ed è in questa occasione che viene comparato con Jean Dubuffet. Si ipotizzò anche una sua influenza esercitata sui giovani graffitisti americani (lo stesso Keith Haring dichiarò in una intervista di essere stato influenzato dalle opere di Lilanga).

Inizia così una lunga serie di esposizioni. Le opere di Lilanga hanno sempre maggior successo in Africa, in Europa, negli USA e persino in India e ripetutamente in Giappone.

Negli anni ’80 si dedica quasi esclusivamente alla pittura. I suoi Shetani sono rappresentati bidimensionalmente su masonite e successivamente su faesite, i poco costosi pannelli di fibre legnose pressate e tenute insieme da una colla, tanto usati in Africa nelle povere abitazioni per tamponare i sottotetti e come isolanti termici.

Sono di questi anni le più belle opere di Lilanga realizzate con olio acrilico su masonite o faesite, che ci mostrano continue esplosioni di colore.

Nei successivi anni ’90 George Lilanga diviene sempre più famoso, anche se il successo è maggiore all’estero che nel proprio paese, la Tanzania.

Numerose le esposizioni delle sue opere in molti paesi ed il riconoscimento come uno dei più grandi artisti dell’Africa, probabilmente il maggiore artista africano contemporaneo.

In questi anni le sue opere assumono dimensioni sempre maggiori. Sempre in questo periodo ricomincia dopo molti anni a dedicarsi intensamente anche alla scultura realizzando moltissime opere in legno tenero (solitamente mninga o mkongo) colorate vivacemente con smalti a olio.

Verso la fine degli anni ’90 si manifestano gravi complicanze della malattia diabetica e Lilanga è costretto a riorganizzare il proprio lavoro avvalendosi di un atelier. Numerosi giovani allievi e parenti scultori e pittori da lui strettamente diretti cominciano a svolgere parte delle mansioni che Lilanga non riusciva più a portare avanti da solo con facilità. Quello dell’atelier è un modo di lavorare usuale presso gli artisti africani e ripropone quello delle botteghe d’arte del Rinascimento.

Nel 2000 il diabete, l’ipertensione arteriosa e una cardiopatia determinano un rapido peggioramento delle condizioni dell’artista. In seguito ad una cancrena nell’ottobre 2000 è costretto all’amputazione della gamba destra. Nel dicembre dello stesso anno gli viene amputata anche quella sinistra. Lilanga è quindi costretto all’uso della sedia a rotelle, ma dopo il ritorno a casa nel gennaio 2001, riprende a lavorare sempre con grande impegno e con indomita voglia di vivere.

Dal 2001, a causa della grave menomazione fisica, ritorna ai piccoli lavori con inchiostri su carta e piccole pelli di capra, di più facile e rapida esecuzione, ma con l’aiuto dell’atelier continua anche ad affrontare dipinti di notevoli dimensioni e fino a poco prima della morte realizza grandi tele e masoniti e bellissimi tondi.

George Lilanga si spegne lunedì 27 giugno 2005 a Dar es Salaam nella sua casa-atelier di Mbagala, dove vivono attualmente la sua seconda moglie e tre dei suoi figli.




Galleria opere d'arte di Lilanga George





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