Di Cambio Arnolfo - biografia e foto delle opere

di cambio arnolfo  Tabernacolo




Galleria opere d'arte di Di Cambio Arnolfo

di cambio arnolfo  Tabernacolo
Tabernacolo

di cambio arnolfo Tabernacolo
Tabernacolo

di cambio arnolfo   Tabernacolo
Tabernacolo

di cambio arnolfo Tabernacolo
Tabernacolo

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Tabernacolo

di cambio arnolfo  Ciborium
Ciborium

di cambio arnolfo  Ciborium
Ciborium

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Ciborium

di cambio arnolfo  presepio
Presepio

di cambio arnolfo   presepio
Presepio

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Presepio

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Presepio

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Presepio

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Presepio

di cambio arnolfo Tomba del cardinale de Braye
Tomba del cardinale de Braye

di cambio arnolfo  Tomba del cardinale Annibaldi
Tomba del cardinale Annibaldi

di cambio arnolfo Tomba di Bonifacio
Tomba di Bonifacio

di cambio arnolfo   madonna
Madonna

di cambio arnolfo Madonna con bambino
Madonna con bambino

di cambio arnolfo Madonna con bambino
Madonna con bambino

di cambio arnolfo Testa di giovane uomo
Testa di giovane uomo

di cambio arnolfo Arca di san Domenico
Arca di san Domenico

di cambio arnolfo Statua di san Pietro
Statua di san Pietro

di cambio arnolfo  Donna assetata
Donna assetata

di cambio arnolfo Donna assetata
Donna assetata

di cambio arnolfo Donna assetata
Donna assetata



Biografia e vita di Di Cambio Arnolfo (Italia 1240-1302)

Scultura di Arnolfo di Cambio Arnolfo di Cambio, noto anche come Arnolfo di Lapo, nasce a Colle Val d’Elsa in provincia di Siena intorno al 1240, ed è tra i più rappresentativi scultori dell’età gotica. Il papà, Messer Lapo, è notaio.

Oltre a dedicarsi alla scultura, il Maestro è indubbiamente anche: architetto, ingegnere (come dimostra la sua attività giovanile per Carlo d'Angiò), urbanista, e forse, stando alle appassionate ipotesi di qualche critico d'arte, anche pittore, se lo si vuole identificare autore de "il Maestro di Isacco", celebri scene nella Basilica Superiore di Assisi.

La sua formazione avviene presso la scuola di Nicola Pisano, con il quale collabora ad alcune opere, ma dal 1277 lavora da solo a Roma, al servizio del re di Sicilia, Carlo I d’Angiò.
Giorgio Vasari lo definisce, nelle "Vite", come un personaggio poliedrico, capace di restituire dignità all'architettura dopo i presunti "secoli bui", svolgendo anche un ruolo fondamentale nel rinnovamento urbanistico e architettonico di Firenze e nella nascita delle "terre nuove": San Giovanni Valdarno, Castelfranco e Terranuova.

Tra le varie attività come architetto, Arnolfo firma il progetto della Basilica di Santa Croce a Firenze.

Statua di Arnolfo di CambioTra il 1276-77 lascia la bottega di Nicola Pisano e si trasferisce a Roma.
Realizza una tra le sue prime opere romane, il "Monumento Annibaldi", oggi perduto quasi del tutto. Vivendo a Roma conosce le opere classiche, i ruderi della classicità, ma soprattutto con i cosmateschi, ovvero i marmorari laziali, dai quali apprende il tipico uso del colore.

 Nel 1277 probabilmente realizza la "Statua di Carlo d’Angiò", attribuita per motivi stilistici e storici ad Arnolfo.
Le forme rettangolari e massicce, il panneggio semplificato ma netto, la postura, quasi di ispirazione dell'arte greco antica, esprimono il carattere fiero e austero del sovrano.

Intorno al 1281 si segnala la presenza di Arnolfo a Perugia, dove esegue tre figure di assetati, resti di una fontanella per la Piazza Maggiore, di sobrio ed efficace naturalismo.

Nel 1282 Di Cambio è ad Orvieto per realizzare l’importante "Monumento del cardinale de Braye", opera di gusto classico cosmatesco.

Arco di Arnolfo di CambioNel 1285 il maestro torna a Roma, e si dedica a due Cibori nella Basilica di San Paolo fuori le mura ed in Santa Cecilia in Trastevere, il Ciborio di San Paolo, e il Ciborio di Santa Cecilia, dalla totale armonia fra architettura classica e decorazione gotica moderata.


Intorno al 1294-1295 è di nuovo a Firenze, dove svolge il ruolo di architetto per il progetto urbanistico della città di nuova fondazione di San Giovanni Valdarno.

Nel 1296, a Firenze, gli viene commissionato un lavoro per realizzare il Duomo.

Scolpisce per la facciata alcune statue, la "Dormitio Virginis", la "Madonna con il bambino", la "Madonna della natività", opere che sembrano concepite come un fregio unico, pur avendo volumi chiari e definiti, oltre che autonomia espressiva.
Le opere di Arnolfo di Cambio:

Tomba di Arnolfo di Cambio(1277) Ritratto di Carlo I d'Angiò Musei Capitolini di Roma
(1282) Monumento funebre del cardinale De Braye chiesa di San Domenico a Orvieto,
(1285) Ciborio della basilica di San Paolo fuori le mura,
(1293) Ciborio di Santa Cecilia in Trastevere, presepe di Santa Maria Maggiore (Roma),
(1294-1295) Chiese di Santa Croce,
(1296) Santa Maria del Fiore, Santa Maria Novella, Palazzo della Signoria,
(1300) Monumento a papa Bonifacio VIII Basilica di San Pietro; otto statuette che rappresentano i personaggi della natività ed i Magi; Roma: nella Basilica di Santa Maria Maggiore; progetto urbanistico della città di San Giovanni Valdarno; ritratti per monumenti funebri papa Clemente IV di Pietro di Oderisio conservato nella chiesa di San Francesco di Viterbo.

Non esiste nessuna certezza sulla data di morte di Arnolfo di Cambio, attestata da qualcuno nel 1302, avvenuta comunque prima del 1310.
 






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Libri su  Arnolfo di Cambio

  Augusta fragmenta. Vitalità dei materiali dell'antico da Arnolfo di Cambio a Botticelli a Giambologna. Ediz. italiana e francese 
Scalini Mario, 2008, Silvana
  Storia di Colle di Val d'Elsa nel Medioevo. Vol. 2: Colle nell'età di Arnolfo di Cambio. 
Cammarosano Paolo, 2009, CERM
  Arnolfo di Cambio  
Tomei Alessandro, 2006, Giunti Editore
  Arnolfo di Cambio e la sua epoca. Costruire, scolpire, dipingere, decorare 
cur. Franchetti Pardo V., 2006, Viella
  De bonis lapidibus conciis. La costruzione di Firenze ai tempi di Arnolfo di Cambio. Strumenti, tecniche e maestranze nei cantieri fra XIII e XIV secolo  
Frati Marco, 2006, Firenze University Press
  Arnolfo di Cambio urbanista. Catalogo della mostra
Guidoni Enrico, 2003, Bonsignori

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