|
Honorè
Daumier, pittore, litografo e caricaturista, nasce a Marsiglia nel 1808, e
differentemente dal collega
Courbet che è sempre sulla scena, Daumier vive nell'ombra conducendo una
vita piuttosto ritirata e di stenti.
Nel 1816 quando è ancora solo un ragazzino si trasferisce a Parigi con la sua
famiglia. Per aiutare economicamente il padre, vetraio, restauratore e poeta, è
costretto a lavorare molto presto prima come impiegato di un ufficio giudiziario
e poi come assistente in una libreria.
Ma il suo desiderio più grande è quello di disegnare.
Un amico gli insegna la tecnica della litografia, tecnica incisoria molto
economica inventata agli inizi del 1800 e Daumier inizia così a collaborare con
la stampa, all'età di soli sedici anni.
Collabora con il giornale "Chiarivari" pubblicando vignette legate alla
repressione della libertà di stampa.
Inizia così ad acquisire notorietà grazie ad alcune sue vignette satiriche di
carattere politico-sociale che ironizzano sulle condotte e i vizi sociali del
tempo.
Nel
1832 viene però arrestato a causa di una vignetta molto violenta su Luigi
Filippo, "Gargantua".
Da queste vignette vengono realizzati piccoli busti in terracotta rappresentanti
i politici, che però a causa della mancata cottura delle sculture, sono per lo
più andati perduti.
Malgrado i sei mesi trascorsi in carcere, Daumier non smette la sua attività di
vignettista satirico, fino al 1834 anno in cui si dedica a vignette su tematiche
sociali.
La satira è divisa in serie: I Buoni Borghesi, Professori e Allievi, Le
Divorziate, Gli Scapoli, I Tipi Parigini, La Gente della Giustizia.
Con queste nuove serie l'artista illustra persone comuni con delle storie da
raccontare. La sua satira non è mai volgare. Gioca sul grottesco ma con misura
poiché l'attenzione è focalizzata sul suo tempo, sull'uomo come essere sociale.
A causa dei molti debiti accumulati, nel 1842 gli furono pignorati i mobili di
casa.
Il 16 aprile 1846 si sposa con la sarta Marie-Alexandrine Dassy dalla quale ha
già avuto un figlio vissuto pochi mesi.
Nel
1848 l'artista riprende con la satira politica ma nel 1852, anno del colpo di
stato di Napoleone III il periodo si fa più delicato, e si dedica così alla
satira di costume, alla pittura e al disegno, mostrando una grande attitudine
anche grazie agli studi effettuati nel 1823 alla Accademia Suisse.
I suoi punti di riferimento sono i pittori veneti del 1500 (Tiziano,
Tintoretto), l' olandese
Rubens e lo spagnolo
Goya.
Dal 1860 si dedica unicamente alla pittura, influenzato dagli amici
Camille Corot e
Jaen- Francois Millet.
Vicini alle opere di Millet sono “Lavandaia” e ”Il Vagone di 3 classe”,
bellissima sintesi tra disegno e colore, attraverso un caldo gioco di
chiaroscuro.
Frequenta amici come Baudelaire, ed espone al Salon ma non è particolarmente
apprezzato.
Nel 1878 gli amici gli organizzano una grande mostra monografica presso la
Galleria di Durand Ruel, noto gallerista che
finanzierà poi gli impressionisti. Al momento di questa mostra Daumier,
completamente cieco, vive in una casetta a Valmondois, messa a sua disposizione
da Corot.
Muore
nel 1879 senza aver riscosso grande successo in vita.
|
|
I riconoscimenti all'attività dell'artista arriveranno soltanto dopo la sua
morte, anche grazie ad un' importante mostra delle sue opere che si terrà presso
l' École des Beaux-Arts nel 1900.
Nei 50 anni della sua carriera, Honoré Daumier ha realizzato circa 4000
litografie, 300 dipinti, 800 disegni, 1000 incisioni e 50 sculture. |
|