La storia di San Sebastiano
Le notizie storiche su San Sebastiano
sono poche, ma il suo culto resiste ai
millenni ed è tuttora molto vivo.
Sebastiano, secondo Sant'Ambrogio, nato e cresciuto a Milano, da padre di Narbona (Francia) e da madre milanese, era stato educato nella
fede cristiana.
Nel 260 l’imperatore Galliano aveva abrogato gli editti contro i cristiani, ne seguì un lungo periodo di pace in cui i cristiani,
pur non essendo riconosciuti ufficialmente, erano però stimati, occupando anche importanti posizioni nell’amministrazione
dell’impero.
Il questo clima pacifico, Stefano, che si era trasferito a Roma nel 270, intraprese nel 283 la carriera militare diventando
Tribuno della Prima Coorte della Guardia Imperiale.
Stimato per la sua lealtà e intelligenza da Diocleziano, Imperatore dal 284, quando si scatenò una violente
persecuzioni contro i Cristiani in tutto l’Impero, Sebastiano approfittò della sua posizione per proteggere segretamente i suoi correligionari, aiutando
con discrezione i cristiani incarcerati e occupandosi della sepoltura dei martiri.
La tradizione racconta di due fratelli cristiani, Marco e Marcelliano, che erano stati arrestati ed il padre
Tranquillino, aveva ottenuto per loro trenta giorni di riflessione prima del processo, nel quale sarebbero stati condannati, per convincerli a sacrificare
agli dei ed avere salva la vita.
Nel carcere i due fratelli stavano per cedere alla paura, quando intervenne il tribuno Sebastiano che riuscì a convincerli a perseverare nella
fede.
Mentre il Tribuno parlava nel buio della cella, i presenti e tra loro c’era anche Zoe, moglie del capo della Cancelleria Imperiale, muta da
anni, lo videro circondato di luce.
La donna colpita dal prodigio, si inginocchiò davanti a Sebastiano, il quale dopo aver implorato la grazia divina, fece un segno di croce sulle
sue labbra, restituendole la voce.
La voce del Miracolo portò alla conversione cristiana il Prefetto di Roma Cromazio e suo figlio Tiburzio, Zoe col marito Nicostrato e il
cognato Castorio che, come Marco, Marcelliano e il loro padre Tranquillino, subirono coraggiosamente il martirio.
Sebastiano per la sua opera di assistenza ai cristiani, fu proclamato da Papa Caio “difensore della Chiesa”,
ma, dopo aver seppellito i santi martiri Claudio, Castorio, Sinforiano, Nicostrato, detti "Quattro Coronati", fu
arrestato e portato davanti all'Imperatore.
Massimiano, che divideva il potere con Diocleziano a Roma, spaventato dal fatto che nel suo palazzo e tra i Pretoriani si annidassero i
cristiani, che considerava nemici degli dei, condannò Sebastiano ad essere trafitto dalle frecce fino alla morte.
La sentenza venne eseguita sul Colle Palatino, Sebastiano, seminudo, legato ad un palo, venne lasciato in pasto agli animali selvatici,
trafitto da decine di frecce, come morto.
Secondo la pia usanza dei cristiani, i quali sfidavano grandi pericoli per seppellire i martiri, una donna, nel recuperare il corpo di Sebastiano,
si accorse che il tribuno non era morto.
Miracolosamente Sebastiano riuscì a guarire, ma, nonostante il consiglio di fuggire da Roma, egli cercava il martirio e decise di
proclamare la sua fede davanti a Diocleziano e al suo associato Massimiano, mentre gli Imperatori si recavano per le funzioni al tempio eretto
da Elagabolo, in onore del Sole Invitto, poi dedicato ad Ercole.
Superata la prima sorpresa, dopo aver ascoltato i rimproveri di Sebastiano per la persecuzione contro i cristiani, innocenti delle accuse
fatte loro, Diocleziano ordinò che questa volta fosse flagellato a morte, esecuzione che avvenne nel 304 ca. nell’ippodromo del Palatino, dopo
di che il corpo fu gettato nella Cloaca Massima, per evitare che cristiani potessero recuperarlo, assicurandogli con la sepoltura la
possibilità della resurrezione.
La tradizione dice che il martire apparve in sogno alla matrona Lucina, indicandole il luogo dov’era approdato il
suo cadavere per essere
seppellito nel cimitero “ad Catacumbas” della Via Appia.
Nel 680 si attribuì alla sua intercessione, la fine di una grave pestilenza di Roma e San Sebastiano venne eletto Taumaturgo contro le
epidemie e la Chiesa che conteneva il corpo del martire cominciò ad essere chiamata “Basilica Sancti Sebastiani”.
Il Santo, venerato il 20 gennaio, è considerato il terzo patrono di Roma, dopo i due apostoli Pietro e Paolo e protettore degli arcieri e
archibugieri, tappezzieri, fabbricanti di aghi e di quanti altri abbiano a che fare con oggetti a punta simili alle frecce.
|