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Animali nell'arte (5)
Arte Egizia
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Arte Egizia
Il meglio della pittura egizia si trova nelle bellissime tombe dei sovrani delle
varie dinastie, dai frammenti rinvenuti nelle rovine degli antichi
palazzi, ma anche nelle tombe di personaggi meno importanti.
Questo è dovuto alle credenze degli antichi egizi che consideravano la
morte come un altro stato vitale degli uomini, per cui vicino al morto
mettevano attrezzi e cose che gli sarebbero servite nell'altra vita.
I disegni sono leggermente modellati a rilievo oppure tracciati a
piatto.
Curioso e caratteristico è il modo di dipingere le figure, secondo la
"Legge della Frontalità"
La tipica figura umana nella pittura egizia, l'uomo veniva sempre
raffigurato con un colore scuro (mattone) e la donna sempre con un
colore chiaro (giallo-ocra). |

Faraone davanti al dio Shepes
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Arte Egizia - Corteo
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Gli elementi dell'arte Egizia
La consuetudine di dipingere la figura umana senza tener conto della
prospettiva, non veniva applicata agli oggetti la cui pittura
era libera.
Infatti le barche, le piante, gli uccelli e tutti gli animali
conosciuti sono dipinti proprio come appaiono ai nostri occhi, con un attento amore per
la natura, fantasia e assoluta libertà inventiva.
I contorni di tutte le figure sono sempre netti e precisi, le figure
vengono prima studiate e abbozzate singolarmente e solo dopo
disposte a gruppi secondo un perfetto ordine compositivo. |
I colori degli Egizi
Gli artisti Egiziani amavano molto i colori decisi, con i quali
dipingevano anche l'esterno dei palazzi e dei tempi in pietra.
Le parete interne dei grandi templi erano coperte con affreschi di scene con
figure colorare, ben proporzionate e messe in evidenza con sapienti
spazi bianchi, che davano ai templi un effetto monumentale ed
elegante ed agli oggetti una speciale corposità.
I colori scelti per raffigurare le immense scene, avevano un
significato strettamente simbolico e religioso ed i colori delle
figure
sacre dipendevano dal significato ben preciso che l'autore voleva
dare al dipinto
Il colore nero dipinto su di un cane, fa di questo il dio Anubi. |

Arte Egizia - Lavori ed animali
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Arte egizia
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Il colore nero
Per gli Egizi il nero riassumeva in sé stesso le idee di morte e
rigenerazione, era Osiride, signore dell'oltretomba e simbolo della
rinascita della natura.
Oltre a Osiride questo concetto veniva associato ad altre divinità
connesse al potere rigenerativo come ad esempio
Anubi e
Min, che
spesso apparivano sotto forma di cani o sciacalli seduti con il
manto dipinto di nero.
Per gli egiziani il nero non era un vero e colore, ma
l'assenza di colore, con un duplice significato di rappresentare la
morte e l'oltretomba, ma anche la rinascita e la rigenerazione.
Questa apparente contraddizione è facilmente spiegabile: in Egitto il nero è
il colore del fertile limo lasciato dall'inondazione e quindi
associato alla fertilità e alla rigenerazione della terra.
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Il cane Anubi
Anubi era la divinità funeraria, il guardiano fedele delle tombe e difensore del sonno dei defunti: presiedeva ai riti dell'imbalsamazione,
ma era anche il
dispensatore della buona sorte.
Veniva rappresentato come un cane nelle sculture ed in pittura, oppure con il corpo umano ed il muso tipico del cane dei faraoni.
L’arte egizia offre anche rappresentazioni di splendidi
esemplari di terrier sui monumenti funerari di persone che amavano
la caccia.
Una tomba attribuita ad un faraone vissuto 2330 anni a.c. presenta
quattro cani: un volpino, un segugio, un levriero, un cane
simile al Basenij.
L'animale più dipinto è un cane nero, raffigurante il dio Anubi.
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Arte egizia - Anubi con un defunto
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Arte egizia - Ibis Uccello sacro
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Gli animali nella pittura egizia
La pittura egizia, legata
principalmente al culto dei morti, raffigura il mondo dei vivi in
tutte le sue forme, le persone, i lavori svolti, il cibo, la natura
che li circonda e sopratutto gli animali allevati o cacciati.
Una folla di anatre ed uccelli, mucche, buoi, cavalli, affollano le
pareti delle tombe, con i gatti che vengono raffigurati anche in
statuette e mummificati. |
Il gatto nella pittura egizia
Nell'antico Egitto il gatto era considerato un animale sacro a Bastet la dea-gatto
che aveva dei poteri di guarigione.
Quando un gatto moriva, gli abitanti della casa si radevano le
sopracciglia in segno di lutto e veniva organizzato un particolare
rituale funebre, dopodiché la salma veniva portata a Bubaste, città
consacrata ai gatti, dove venivano anche organizzati pellegrinaggi e
feste.
Spesso i gatto venivano mummificati, e negli scavi archeologici sono
stati trovati più mummie di gatti che di esseri umani.
Il gatto dell'immagine a fianco è stato rappresentato in una tomba
di Nebamun, Egitto del 1450 a.C. |
Arte egizia - Gatto
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Animali nell'Arte Egizia - lo scarabeo
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Arte Egizia - Bue Api |
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Animali nell'Arte Egizia
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Animali nell'Arte Egizia
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Libia. Arte rupestre del Sahara
Castelli Gattinara Giulia, 1998, Polaris |
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L'arte rupestre in Italia centrale. Umbria, Lazio, Abruzzo
Mattioli Tommaso, 2007, Ali&No |
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Arte rupestre del Fezzan. Missioni Graziosi 1967 e 1968
Graziosi Paolo, 2006, Ist. Italiano di Preistoria |
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Capire l'arte rupestre
Anati Emmanuel, 2007, Centro Camuno |
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Arte rupestre. Una rassegna regionale
Anati Emmanuel, 2004, Centro Camuno |
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L'arte rupestre della Valcamonica
Marvulli Margherita, 2003, Ist. Poligrafico dello Stato |
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Sui sentieri dell'arte rupestre. Le rocce incise delle Alpi. Storia, ricerche,
escursioni
Arcà Andrea, Fossati Angelo, 1995, CDA & VIVALDA |
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Simboli sulla roccia. L'arte rupestre della Valtellina centrale, dalle armi del
bronzo ai segni cristiani
Sansoni Umberto, Gavaldo Silvana, Gastaldi Cristina, 1999, Centro Camuno |
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Il museo immaginario della preistoria. L'arte rupestre nel mondo
Anati Emmanuel, 1995, Jaca Book |
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Tikatoutine. 6000 anni d'arte rupestre sahariana
Sèbe Alain, 1991, Silva |
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Il santuario rupestre di S. Biagio a San Vito dei Normanni
Semeraro Herrmann M. Luisa, 1982, Schena |
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La Chiesa di S. Maria della Valle a Matera. Storia, arte e fede in un santuario
rupestre
Di Pede Mariagrazia, 2001, Altrimedia |
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Il sacello rupestre di S. Michele presso la Chiesa dei Ss. Nazaro e Celso a
Verona
2004, Cierre Edizioni |
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La memoria dell'arte. Le pitture rupestri dell'Acacus tra passato e futuro
2008, All'Insegna del Giglio |
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Art of Rupestrian civilization in Fasano during the Middle Ages
Semeraro Herrmann M. Luisa, Semeraro Raffaele, 2006,
Schena |
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La cultura rupestre di età storica in Sicilia e a Malta. I luoghi del culto
Giglio Salvatore, 2002, Lussografica |
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Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata
Dell'Aquila Franco, Messina Aldo, 1998, Adda |
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Incisioni rupestri e megalitismo nel Verbano, Cusio, Ossola
Copiatti Fabio, De Giuli Alberto, Priuli Ausilio, 2003,
Grossi |
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